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giovedì, Luglio 7, 2022
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Estorsioni a tappeto, Amato-Pagano e gruppo della 167 hanno sfidato i Moccia


Estorsioni a tappeto, gli Amato-Pagano puntavano alla conquista dell’intera posta in palio. Le piazze di spaccio al dettaglio non erano infatti più sufficienti alle brame di potere. Da qui la decisione di passare alle vie fatto eliminando il ras Ciro Casone. A inquadrare il movente del delitto compiuto il 26 febbraio 2014 nel centro estetico di via Luigi Rocco non è stavolta un affiliato “qualunque”. A parlare è il collaboratore di giustizia Antonio Accurso, ex numero uno della Vanella Grassi. «La vicenda delle estorsioni ad Arzano era stata oggetto di discussione con i Ferone, in quanto (omissis) lavorava con il referente del vecchio clan e aveva la lista degli estorti. “Cicciariello (FrancescoPaolo Russo, ndr) e i suoi compagni volevano quella lista. Ecco perché io ho organizzato gli incontri con il gruppo Ferone, al termine dei quali vi è stata la consegna dell’elenco, chiarendo però che (omissis) non c’entrava nulla in questa storia e che quindi non andava toccato». L’uomo a cui Accurso fa riferimento è guarda caso proprio quello che altri due pentiti, Salvatore Abate e Domenico Esposito, indicano come lo “specchiettista” per la fase esecutiva dell’agguato.

 

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