Ex sindaco di S. Antimo incandidabile, la sentenza: “Rapporti stretti tra Russo e Valentino”

Una pronuncia destinata a far discutere. E’ quella con cui il tribunale di Napoli nord, su proposta del Ministero dell’Interno, ha dichiarato incandidabili l’ex sindaco di Sant’Antimo Aurelio Russo e l’ex assessore Teresa Pedata. La notizia anticipata ieri da Internapoli.it (leggi qui l’articolo). Il tribunale di Napoli nord ha accolto parzialmente il ricorso e, con decisione in camera di consiglio dello scorso 10 settembre, «per l’effetto dichiara Aurelio Russo e Teresa Pedata incandidabili alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali limitatamente al primo turno elettorale successivo allo scioglimento del Comune di Sant’Antimo e alla presente pronuncia».

I magistrati, relativamente all’esposizione dei fatti del Viminale, parlano di «una rappresentazione ampia e argomentata dei presupposti (collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo mafioso e forme di condizionamento degli stessi) per lo scioglimento del consiglio comunale e delle condotte attribuite ai singoli amministratori che avrebbero dato causa al detto scioglimento». Sotto i riflettori finisce soprattutto una vicenda.

Quella relativa al conferimento dell’incarico di capo dell’Ufficio Lavori Pubblici all’ingegnere Claudio Valentino che, come emerge dalla documentazione in atti, ha assunto
gli incarichi in seno al Comune di Sant’Antimo grazie al sostengo del vertice del clan Puca rappresentandone il principale referente del medesimo clan per la realizzazione di accordi
criminali sia nella concessione dei permessi a costruire che nell’affidamento degli appalti pubblici. Come fatto notare dalla difesa di Russo, l’ex sindaco ridimensionò il ruolo di Valentino revocandogli l’incarico di responsabile dell’Ufficio Tecnico – settore Urbanistica ed Edilizia.

Per il tribunale di Napoli nord è però «altrettanto vero che gli ha comunque
conferito il ruolo di primo piano quale responsabile del settore degli appalti pubblici, notoriamente esposto, per evidenti ragioni economiche, alle infiltrazioni criminali, con ciò dando continuità a quell’azione amministrativa inquinata dalle contaminazioni del centro di potere affaristico- clientelare di stampo camorristico, finendo per esaudire le istanze provenienti dalla locale organizzazione criminale e dunque per favorirne gli interessi. In questo senso, infatti, decisivo è risultato il contributo dell’ing. Valentino nel manovrare, in cambio di compensi economici, l’assegnazione delle gare d’appalto verso imprese riconducibili alla locale consorteria criminale».

Per seguire tutte le notizie collegati al nostro sito oppure vai sulla nostra pagina Facebook.