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lunedì, Gennaio 17, 2022
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Farmaci e ricette ai morti, una farmacia di Castel Volturno base della truffa


I Carabinieri del Nas di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 5 persone ritenute responsabili di truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale e di traffico internazionale di farmaci ottenuti illegalmente. Un gruppo di indagati di cui 2 agli arresti domiciliari e tre al divieto di dimora nella provincia di Caserta.

Un’indagine scrupolosa dei Nas ha portato alla luce un vero e proprio sistema fraudolento le cui operazioni venivano organizzate e gestite all’interno della “Farmacia Cristinziano” di Castel Volturno.

La truffa osservava i seguenti schemi: un medico di base del Sistema Sanitario Nazionale percepiva indebitamente circa 300 euro al mese da parte dei gestori della farmacia sita in provincia di Caserta in cambio della prescrizione illecita di medicinali a pazienti fantasmi, perché deceduti oppure del tutto inconsapevoli delle ricette sanitarie a loro intestate. Le ricette venivano presentate al Servizio Sanitario Nazionale per il relativo pagamento a titolo di rimborso per la farmacia. Una volta acquisiti considerevoli quantitativi di prodotti medicinali sforniti di fustelle, la fase ultima della truffa consisteva nella commercializzazione abusiva dei farmaci in questione a livello internazionale. I farmaci defustellati venivano spediti in Ucraina.

I carabinieri del Nas di Caserta hanno avviato l’attività investigativa a seguito di una segnalazione inoltrata dal direttore generale dell’asl di Caserta Mario De Biasio, il quale ha evidenziato delle falle nella verifica contabile interna circa le prescrizioni mediche dell’anno 2013: è risultata una spesa farmaceutica pari a 808,33 euro per ciascun paziente effettuata dal medico di base di Castel Volturno, rispetto alla media aziendale di 167 euro. Il medico coinvolto nei reati di truffa ha emesso dal 2013 al 2016 ricette mediche per un valore superiore ad 800mila euro intestate a pazienti morti o ignari. Un grosso numero di prescrizioni è stato emesso direttamente dalla titolare della farmacia o dai suoi collaboratori.

Le indagini hanno richiesto la disamina di circa 200mila ricette e hanno condotto al sequestro di più di tremila confezioni di prodotti farmaceutici defustellati, circa 1200 ricette in bianco, oltre 500 fustelle segnaprezzo, timbri che venivano utilizzati per convalidare gli ordini della merce da vendere illecitamente e materiale informatico. Il danno economico complessivo registrato subito dal Sistema Sanitario Nazionale è stato stimato intorno ai 300mila euro.

Sulle spalle delle 5 persone coinvolte nella faccenda gravano le seguenti accuse: truffa aggravata ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, corruzione, falso in atto pubblico, ricettazione di farmaci privi di fustelle, associazione a delinquere con l’aggravante della transnazionalità poichè il commercio dei medicinali avveniva anche in territorio straniero.

 

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