“Fate presto, stiamo senza ossigeno”. La grafia è tremante, frettolosa e trasmette tutta l’ansia di quei momenti: i 25 ostaggi rimasti in mano ai rapinatori, che giovedì sono entrati nella filiale napoletana di Crédit Agricole, hanno affidato a dei biglietti scritti a mano la loro disperata richiesta d’aiuto. Messaggi indirizzati probabilmente ai passanti che hanno assistito alla scena dalle vetrate della sede bancaria.
Nel frattempo si va a delineare l’identikit di chi ha messo a segno il colpo che ha scomodato varie pellicole campioni di incassi: napoletani, professionisti ed esperti del sottosuolo. Questi sarebbero i membri della banda del buco, almeno secondo i primi accertamenti degli investigatori che stanno passando al setaccio ogni elemento che possa aiutarli a rintracciare gli autori del colpo.
La nota della banca
“Con riferimento ad alcuni articoli e video pubblicati, relativi al fatto che la sicurezza della Banca sarebbe stata carente, e che sono state prese di mira soltanto le cassette non blindate, è doveroso fornire alcune precisazioni, anche tecniche, nell’interesse della corretta informazione della propria Clientela e dell’opinione pubblica.
Ci corre l’obbligo anzitutto di precisare che la sicurezza delle cassette di sicurezza non si basa affatto sulla resistenza meccanica della singola cassetta, bensì su livelli concentrici di protezione, da attacchi esterni (il caveau blindato) e da adeguate procedure per il corretto accesso di chi ne ha diritto (cassette individuali con doppia chiave):
1. Il caveau è il perimetro blindato — pareti in cemento armato con acciaio, porta corazzata certificata, sistemi antiperforazione, antitaglio, antitermite, con sistemi di allarme nel caso ci siano tentativi di attacco di questa fattispecie. Questo è il vero sistema di sicurezza anti-intrusione.
La porta blindata del Caveau è per quanto ovvio temporizzata, al fine di evitare l’apertura in orario notturno e fuori dall’operatività bancaria. E’ comunque presente un ulteriore cancello di sicurezza per l’accesso al caveau non temporizzato, per consentire il più adeguato ingresso dei clienti che ne fanno richiesta senza dover attendere lo sblocco della temporizzazione.
2. Le cassette individuali sono semplicemente dei contenitori di separazione tra i clienti all’interno di uno spazio già protetto. Le cassette non devono essere peraltro blindate, perché esse non costituiscono affatto il livello di difesa primario.
3. Il doppio controllo (chiave cliente + chiave banca) garantisce l’autenticazione dell’accesso del cliente da parte del personale della Banca, non la resistenza meccanica della cassetta stessa.
Proteggere le cassette di sicurezza laddove collocate, come nel caso di specie, in specifici caveau, con ulteriori armadi blindati posti all’interno del medesimo caveau, costituirebbe una misura ridondante, che peraltro non aggiungerebbe sicurezza in casi come questi poiché, se anche vi fossero stati, i rapinatori avrebbero costretto il personale della banca ad aprirli sotto la minaccia delle armi (e nel caso di specie, i predatori si sono esattamente attivati in tal senso).
Gli armadi blindati presenti nel caveau che si vedono nelle immagini divulgate sono dispositivi storici, presenti da tempo nel caveau e che la banca ha pertanto ritenuto opportuno mantenere.
Si precisa che la sicurezza aggiuntiva, in questi casi, è garantita dai sistemi di allarme di varia tipologia, non solo volumetrici per la rilevazione della presenza di persone, ma anche dai sensori sismici e microfoni i che scattano nel momento in cui già è tentata la violazione del perimetro della filiale o del caveau. Tali sensori, attivi anche a filiale aperta, sono monitorati H24 dalla Control Room Sicurezza della banca , e nel caso di specie sono regolarmente scattati, e conseguentemente prontamente gestiti dagli operatori di sicurezza della Banca addirittura in meno di 1 minuto, con ciò consentendo di coinvolgere le Forze dell’Ordine in circa 2 minuti dall’ingresso dei rapinatori, giunte sul posto con altrettanto straordinario tempismo.
Tali allarmi, peraltro, nella nostra Banca sono attivi anche in orari di filiale aperta, ed erano senz’altro inattesi dai rapinatori, presumibilmente convinti che fossero operativi solo in orari notturni. La specificità è anche confermata dalle numerose testimonianze delle persone prese in ostaggio, che hanno riportato lo stupore dei rapinatori circa il fatto che le forze dell’ordine sono arrivate in pochi minuti dall’immissione dell’evento.
Tale intervento ha quindi permesso di garantire in via prioritaria la sicurezza dei 25 ostaggi e, in secondo luogo, di limitare il furto ad un numero di cassette limitato a meno di 40.
Nello specifico degli eventi:
Ore 12:07 accesso dei rapinatori dall’ingresso principale
ore 12:08 apertura del buco al piano inferiore, fuori dal caveau, in un locale esterno al Caveau, con contestuale segnale di allarme intrusione
ore 12:09 richiesta intervento alle Forze dell’ordine da parte della nostra Control Room Sicurezza e loro conseguente tempestivo intervento in loco.
Il nostro sistema di allarme e quello di videosorveglianza ha inoltre consentito di estrarre e fornire, immediatamente alle forze dell’ordine, alcune immagini relative all’ingresso dei predatori e addirittura dei momenti in cui alcuni componenti della banda stavano forzando il cancello per accedere all’interno del Caveau, con ciò comunicando con tempismo alle forze dell’ordine quale fosse il vero obiettivo della rapina.
Il sistema complessivo di sicurezza della banca ha quindi consentito di minimizzare gli impatti di un evento criminale molto complesso e scrupolosamente organizzato, permettendo un intervento rapido che ha limitato significativamente la durata dell’azione criminosa, contribuito alla più adeguata salvaguardia delle persone prese in ostaggio, e i danni conseguenti.
Rimarchiamo pertanto che:
le cassette di sicurezza non sono progettate per essere individualmente blindate, né tale caratteristica è prevista dagli standard di settore;
la protezione del cliente si fonda su un sistema integrato a livelli concentrici: il caveau certificato rappresenta il perimetro primario di difesa, affiancato da sistemi di sorveglianza, rilevamento e risposta operativa h24;
le cassette individuali svolgono una funzione di separazione e riservatezza tra i clienti all’interno di uno spazio già altamente protetto;
descrivere tale architettura come una vulnerabilità costituisce una rappresentazione romanzesca e non oggettivamente tecnicamente corretta del modello di sicurezza adottato dall’intero settore bancario;
nulla aggiungerebbe in termine di sicurezza la protezione delle cassette all’interno di un altro mezzo forte, se non il rischio di pregiudicare l’incolumità fisica dei dipendenti, come nel caso di specie.
tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato regolarmente e hanno permesso l’intervento tempestivo delle Forze dell’Ordine, che ha consentito alle persone prese in ostaggio una celere liberazione e la mitigazione dei danni patrimoniali;
In sintesi, sottolineiamo che il Caveau durante l’orario di lavoro non può essere chiuso con la porta blindata (sarebbe impossibile gestire i clienti) e che, pertanto, esiste sempre un rischio residuo, anche se piccolo.
La possibilità quindi che dei rapinatori entrino in una filiale bancaria per tentare di accedere alle cassette del Caveau esiste, ma è mitigata dalle suddette misure di sicurezza e dalla capacità di segnalare tempestivamente tale accesso, non dando tempo ai rapinatori di portare a termine la loro azione criminosa.
Nel caso di specie, appunto, dal punto di vista tecnico, il sistema ha svolto correttamente la sua funzione, con un allarme immediato e poche cassette aperte, tanto più che si è trattato del peggiore dei casi possibili: un accesso contemporaneo dalle porte principali ed uno da un buco nel sottosuolo (non nel caveau che è praticamente impossibile ma in una stanza adiacente).
Precisiamo infine che la Banca ha in essere, come ulteriore precauzione di tipo preventivo, anche lo svolgimento di sopralluoghi ed ispezioni fognarie del sottosuolo mediante un servizio specializzato, che svolge ispezioni periodiche o laddove emergano dei sospetti, che nel corso degli anni hanno consentito di sventare diversi tentativi similari, preventivamente evitati.
Cogliamo inoltre l’occasione per rimarcare la nostra vicinanza alla clientela. La Banca è in contatto diretto con i clienti coinvolti, ai quali sta fornendo tutta l’assistenza necessaria. Chiunque necessiti di informazioni può contattare il proprio riferimento in filiale.
Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento”.
I banditi avevano studiato tutto nei minimi dettagli
Chi indaga sta anche passando al setaccio i nomi degli ‘esperti’ già noti alle cronache giudiziarie, campani e non. Si attendono, inoltre, gli esiti dei rilievi sul mini-generatore e sugli attrezzi da scasso recuperati nel sottosuolo. Un piano di cui continua ad emergere l’accuratezza, anche nei dettagli: come l’aver sigillato i tombini vicini alla filiale in modo da rallentare un eventuale accesso delle forze dell’ordine.
E tiene banco ai fini delle indagini il nodo della diversa protezione delle cassette di sicurezza che ha reso più facile il colpo. Oltre mille quelle custodite nel caveau con un distinguo tra quelle dei clienti della filiale e quelle arrivate da circa un paio di anni dalla vicina agenzia di via Scarlatti (circa 300) dopo la sua chiusura. Una disparità di trattamento denunciata da più di un cliente nel tempo e che esponeva queste cassette meno protette alla vista di chiunque – tra i circa 6000 correntisti della filiale – avesse accesso al caveau. Accessi che vengono segnati in un registro che potrebbe essere presto acquisito dagli inquirenti a caccia di profili sospetti tra i visitatori.
Queste cassette, infatti, erano a vista e non all’interno degli armadi blindati. Chi si è intrufolato in filiale lo sapeva. Sarebbero circa 120 alla fine – secondo indiscrezioni che non trovano conferme ufficiali – le cassette scardinate dai banditi. Di queste una quarantina quelle i cui titolari hanno denunciato la razzia del contenuto, ma si tratta di un numero destinato a salire e che sarà definitivo solo quando tutti i titolari di cassetta si saranno presentati in banca per constatare il danno subito. La banca, infatti, non conosce il contenuto della cassetta data in affitto né se resti vuota in attesa di depositi successivi. Oggi la filiale riapre, provando a tornare alla normalità. O quasi.
Gli estintori fatti esplodere per cancellare le tracce
I rapinatori, quelli spuntati via terra da un buco della circonferenza di appena 55 centimetri e i tre complici entrati dall’accesso principale per tenere a bada clienti e dipendenti, prima di fuggire dal foro che li riportava lontani dall’area assediata dalle forze dell’ordine hanno posto delle microcariche esplosive su ogni estintore presente nel corridoio che ospita il caveau con le cassette di sicurezza. L’esplosione degli estintori, e la conseguente fuoriuscita di polveri e schiumogeni, hanno fatto sì che venissero cancellate eventuali impronte o tracce corporee (come il sudore) utili nell’ottica di risalire a tracce dattiloscopiche o del Dna. Al vaglio del reparto scientifico dell’Arma ci sono anche i fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza interne ed esterne alla banca. Colpisce anche all’occhio di ogni uomo comune un dettaglio.
È quello rilevato da una videocamera interna ad uno dei locali della banca: i fotogrammi scorrono mostrando uno dei componenti della banda – si tratterebbe di uno dei tre criminali entrati dalla porta principale – che con il volto coperto da un passamontagna ed un cappellino scuro trascina una sbarra di ferro che sistema davanti a una porta “anti-panico” dell’istituto per evitare che possa essere forzata o sfondata dall’esterno. È un palo che sembra tagliato apposta per essere collocato in quel luogo. Come ha fatto il bandito a trovarlo? E com’è possibile che fosse tanto perfetto da incastrarsi dietro al maniglione antipanico. Possibile che qualcuno, forse un complice che aveva libero accesso alla banca, glielo abbia fatto trovare? Questo alimenta i sospetti legati ad un possibile quanto insospettabile basista.

