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venerdì, Maggio 24, 2024
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Folla ai funerali di Francesco Pio: “Dentro ogni nostro pensiero, c’è sempre un po’ di te”

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Si celebrano oggi i funerali di Francesco Pio Maimone, il 18enne rimasto ucciso da un colpo di pistola dinanzi uno chalet a Mergellina. Piena la chiesa di San Lorenzo Martire di Pianura, quartiere dove Pio è nato e cresciuto. Tanti parenti, amici e conoscenti del 18enne al quale già ieri è stato reso tributo con una fiaccolata che ha attraversato le strade pianuresi. Applausi scroscianti e pianti all’ingresso del feretro nella chiesa gremita.  A celebrare i funerali ci sono Don Enzo Cimarelli insieme don Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli. 

Diversi gli striscioni inneggianti al giovane mentre i suoi coetanei indossano la maglia raffigurante Francesco Pio Maimone.  Fuori dalla chiesa c’è lo striscione con la foto di Francesco Pio e il messaggio “Dentro ogni nostro pensiero, c’è sempre un po’ di te” . Presente il sindaco Manfredi, Corona di fiori del Comune

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Una fiaccolata a Pianura, tatuaggi e striscioni per ricordare Francesco Pio

Ieri in occasione della fiaccolata gli amici più stretti e i conoscenti del giovane Francesco Pio hanno deciso di ricordarlo e omaggiarlo tatuandosi, sul proprio corpo, un tatuaggio con scritto “Pio” e “K.P.M” (le iniziali del suo soprannome, del suo secondo nome e del cognome), il tutto corredato dalle ali di un angelo.

Sono stati realizzati anche una serie di striscioni dedicati al giovane, con varie frasi per ricordarlo, tra cui “Giustizia per Kekko Pio”, “Il tuo sorriso per sempre nei nostri cuori” e “Piuccio nostro, vivi in ognuno di noi”. 

L’omicidio di Checco Maimone

Francesco Pio Maimone, un figlio di Napoli, domenica notte è stato ucciso da un colpo di pistola vagante fuori uno chalet a Mergellina. Una morte che ha gettato nello sconforto una città intera, che ha scosso la coscienza di molti. A premere il grilletto Francesco Pio Valda, suo coetaneo, figlio di un ras scissionista di Barra ucciso dieci anni fa. I dettagli che emergono dal decreto di fermo fanno rabbrividire. A quanto pare Valda ha esploso colpi di pistola in segno di sfida e “guapparia”. Qualcuno aveva “osato mettere in discussione” che la pistola che impugnava fosse un’arma vera. E così, dopo aver esploso dei colpi di pistola in aria, la banda del rione Traiano con cui aveva litigato lo avrebbe affrontato dicendo che quella era una pistola a salve.

Così ha sparato ad altezza d’uomo e lo ha fatto per uccidere. Appena gli hanno rinfacciato che i primi colpi erano “a salve”, ha deciso di non tenersi l’affronto e ha abbassato il braccio. Così, dopo aver esploso i primi due colpi in aria, ha fatto fuoco ad altezza d’uomo: ha c’entrato il cofano di un’auto, mandando in frantumi un vetro e ha provato a uccidere uno degli aggessori. Nella zuffa, è giunto anche un uomo di 50 anni, che avrebbe sferrato un calcio a Valda, che sarebbe stato inseguito, fino ad estrarre un’arma che aveva nascosto tra i pantaloni. Una calibro 38 special, revolver con il colpo in canna.

È stato in questo momento che ha centrato e ucciso Francesco Pio Maimone, completamente estraneo alla vicenda e che era lì con amici mentre mangiava noccioline. Il caos è successo dopo che qualcuno gli aveva sporcato le scarpe da mille euro. Alcuni soggetti interrogati dagli agenti hanno dichiarato: “Un ragazzo che usciva dallo chalet fortuitamente è salito sopra le scarpe di Francesco Pio Valda, in quell’istante si è creata la prima discussione. Valda ha detto al ragazzo di fare attenzione, in quanto quelle scarpe erano costose, erano marca Louis Vuitton da mille euro. E il ragazzo gli ha risposto che gliene avrebbe comprate dieci paia”.

L’omelia di don Francesco 

Questa l’omelia di don Francesco nel corso del rito funebre: “Non vorremo mai vivere celebrazioni come queste. La morte è parte della nostra vita, è distacco ed è un enigma della condizione umana. La morte dei giovani ci disorienta e angoscia. Un grido viene dal nostro cuore: perché? Si fa richiesta di Giustizia non possiamo non lasciarci interrogare su quanto successo. Siamo capacità ancora noi adulti di trasmettere ai nostri giovani i valori che tengano vivo il tessuto civile ed ecclesiale? I progetti, gli studi sono necessari ma non incidono se gli adulti non dicono che l’onestà, la legalità non sono un optional. Siamo ancora capaci di distinguere il bene con il male? E la persona è al centro dei nostri interessi? Le istituzioni si sa occupare di chi è più fragile. Azioni concrete che attiva processi siamo ancora capaci di farlo? Ci sia un sussulto di umanità per fare respirare ai nostri giovani il rispetto dell’altro, il servizio verso l’altro Cosa si può chiedere?” No alla violenza, sopraffazione, tracotanza. Don Peppino diceva: che se ognuno fa qualcosa si può fare molto”.

Una ragazza ha avvertito un leggero malore nel corso del rito funebre di Francesco Pio.

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Antonio Sabbatino
Antonio Sabbatino
Iscritto all'Albo dei pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell’esperienza sul campo in ambito politico, sociale e di cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per il quotidiano Roma, il più antico giornale napoletano, di InterNapoli.it che rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama giornalistico napoletano, campano, la neonata testata Tell che approfondisce i grandi temi politico-sociali a più livelli e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore.
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