Dopo la condanna passata in giudicato a 30 anni di reclusione, per l’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, ucciso il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno (Caserta) da un commando di killer guidati dal capo dell’ala stragista dei Casalesi Giuseppe Setola, Francesco Cirillo, uno dei sicari, è irreperibile. Lo rende noto ‘Il Mattino’.

Dallo scorso 20 novembre, il giorno dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione, è attivamente ricercato da tutte le forze di polizia.

    “Sono sconvolta e indignata e anche molto preoccupata, visto che io e i miei fratelli ci abbiamo messo la faccia affrontando tutte le udienze, e guardandolo negli occhi” dice Mimma Noviello, figlia della vittima. “E devo dire che ero convinta, – aggiunge – nonostante in aula avesse mostrato un volto quasi dispiaciuto, che non avrebbe aspettato tranquillamente a casa le forze dell’ordine che venivano ad arrestarlo”.

Le forze dell’ordine lo cercano. Si è dato alla latitanza dopo la sentenza dei giudici romani che gli avrebbe dovuto aprire le porte del carcere.

In primo grado, nel 2014, Cirillo venne condannato all’ergastolo dalla Corte d’assise di S. Maria Capua Vetere. In Appello, due anni dopo, fu assolto. Il caso finì sul tavolo dei giudici romani che nel 2017 annullarono il verdetto di secondo grado. Una nuova sezione della Corte partenopea, seguendo le indicazioni degli Ermellini, decise di infliggergli 30 anni. Lo scorso 19 novembre quei 30 anni sono stati trasformati in una sentenza irrevocabile. Ma Cirillo non ha aspettato a casa le forze dell’ordine che lo avrebbero dovuto portare in cella. E’ scappato. E probabilmente lo ha fatto senza improvvisazione, costruendo una rete di sicurezza in questi anni di attesa.

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