Svaligiato il box di Lino Apicella, lo sfogo della moglie: «Rubati tanti sacrifici, quella trapunta che mi regalasti»

Lino Apicella

Continuano le sofferenze per la famiglia dell’agente scelto Pasquale Lino Apicella. Infatti l’abitazione del poliziotto del commissariato di Secondigliano morto tragicamente mentre inseguiva una banda di rapinatori su Calata Capodichino è stata oggetto di un furto. Sono stati portati via diversi oggetti dal garage. Non si sono fermati nemmeno dinnanzi ad un regalo fatto da un papà al suo bambino. Non ci hanno pensato due volte a portarlo via. Il furto è avvenuto giovedì scorso in un parco residenziale a Villaricca.

Rubato il go kart che Lino Apicella aveva regalato a suo figlio

Giovedi scorsi i ladri sono penetrati nel box auto della casa dove lui e sua moglie Giuliana dovevano andare ad abitare. Tra le tante cose portate via oltre ad elettrodomestici anche il go kart che lo stesso Lino aveva regalato al figlio e che dunque aveva un valore affettivo enorme per la famiglia: un mezzo che Apicella aveva fatto modificare per consentire al piccolo Thiago di raggiungere i pedali.

Il post su Facebook della moglie di Lino Apicella

Sono giorni che penso alle cose che avevamo giù al box, per cercare di rendermi conto di quello che hanno rubato e fare il punto della situazione.
In questi anni avevamo portato quasi tutto li, cose che avevamo comprato nel tempo con sacrificio e soprattutto scegliendole insieme.

Tra le cose una delle prime che ho ricordato è stata una trapunta che avevo adocchiato un paio d’anni fa, ma che costava un pó. Te ne parlai, te la feci vedere e tu me la regalasti, nonostante tutto – scrive la moglie di Lino Apicella.

In quel box c’erano ricordi, c’erano sacrifici, c’erano le nostre scelte ed era quel poco che mi restava per rimanere aggrappata un domani ad una quotidianità con te.

E loro mi hanno portato via anche questo.

Gli inquirenti sulle tracce dei responsabili

Gli investigatori sperano di poter acciuffare in tempi brevi i responsabili, per adesso resta l’amaro in bocca per un’azione che intacca i valori più profondi della famiglia dell’agente scelto morto per fare il suo dovere.

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