vassallo l'accordo dei re dei rifiuti con il boss del clan dei casalesi
Da sinistra a destra: Gaetano, Nicola e Salvatore Vassallo. Il boss Francesco Bidognetti

Seppellirono rifiuti tossici a Giugliano, confiscato il ‘tesoro’ dei fratelli Vassallo. Nei giorni scorsi, i finanzieri della Compagnia di Marcianise hanno eseguito un provvedimento di confisca di beni per un valore di circa 10 milioni di euro emesso dal Tribunale di Napoli nei confronti dei fratelli Antonio, Nicola e Salvatore Vassallo di Cesa. Imprenditori condannati in primo grado dallo stesso Tribunale a 6 di reclusione, e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per il reato di disastro doloso continuato, aggravato dal metodo mafioso.

Le indagini avevano consentito di accertare che i fratelli Vassallo, attraverso la società NOVAMBIENTE S.r.l. a loro riconducibile, riuscirono  a smaltire illegalmente un’ingente quantità di rifiuti. Tra cui anche tossici e pericolosi, conferendoli in numerose discariche abusive tra cui la nota “Cava Giuliani” di Giugliano. Provocando gravi danni ambientali alle aree circostanti, parte delle quali adibite a intense coltivazioni agricole. Indagini svolte a suo tempo sotto la direzione della Procura della Repubblica di Napoli.

GLI AFFARI DEI TRA I VASSALLO E I CASALESI

Il tutto era stato realizzato, secondo quanto riferito anche dal collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo, sotto l’egida e il controllo della camorra. In particolare, del gruppo criminale capeggiato da Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanotte, capo dell’omonima fazione federata al clan dei Casalesi. Ottenne in cambio una parte dei profitti illegali maturati nel tempo, così assicurandosi una cospicua fonte di finanziamento illecito.

I paralleli accertamenti economico-finanziari disposti dai magistrati della DDA partenopea ed eseguiti dai finanzieri, grazie anche all’utilizzo dell’applicativo “MOLECOLA” realizzato dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.). Ricostruito in capo agli indagati le rispettive dotazioni patrimoniali. Dimostrata la loro presumibile origine illecita in ragione dell’accertata condizione di sproporzione rispetto alle disponibilità ufficiali.

IL TESORO DEI VASSALLO

Il conseguente sequestro preventivo adottato nel 2008 dal Giudice delle indagini preliminari, recentemente confermato in toto dal Tribunale. Disposta la confisca di un ingente patrimonio composto da 44 immobili a uso commerciale e abitativo. Inoltre finiti sotto chiave 13 ettari di terreno, 7 orologi di prestigio, 900.000 euro in disponibilità finanziarie. Valore complessivo del ‘tesoro’ è di circa 10 milioni di euro.

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