Camorra. Ex cutoliano nel mirino della Dia, beni sequestrati tra Aversa e Toscana

La Direzione investigativa antimafia di Firenze ha sequestrato beni e conti correnti a Giuseppe Di Girolamo, considerato dagli inquirenti come un esponente della Camorra, radicato da anni in Toscana.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), scaturisce da una proposta di misura di prevenzione patrimoniale a firma del direttore della Dia, il generale Giuseppe Governale. Nato nel 1959 ad Aversa, Di Girolamo, fino dagli anni Ottanta, ha vantato una posizione di rispetto nell’ambiente criminale casertano; secondo quanto riferisce la stessa Dia, andava materialmente lui sui cantieri a riscuotere il prezzo delle estorsioni.

Fu condannato nel 1997 dalla Corte d’assise d’appello di Napoli a 3 anni per appartenenza alla Nuova camorra organizzata e di nuovo nel 2000 per omicidio (10 anni di reclusione). Fra il carcere e la semilibertà, Di Girolamo si stabilì in Maremma per gestire un hotel a Follonica, tramite una società di capitali intestata alla moglie. Altre condanne (anche per associazione camorristica) hanno portato il cumulo di pena a 18 anni di reclusione, terminati nel 2016.

Le indagini patrimoniali condotte dalla Dia di Firenze hanno accertato una sproporzione tra il reddito reale e quello dichiarato; da qui il sequestro di tre immobili ad Aversa, rapporti bancari e finanziari e una società con sede legale a Grosseto per un valore complessivo di oltre 300mila euro.