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Scontro tra il gruppo Franzese e i ‘panzarottari’ per lo spaccio a Casoria

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Il controllo dello spaccio a Casoria è stato al centro dello scontro armato tra il gruppo Franzese e quello dei cosiddetti panzarottari, soprannome usato nel gergo criminale per indicare la famiglia Nobile di Afragola. Le due organizzazioni hanno raccolto l’eredità dei Moccia, importante clan che controllava le due cittadine di Napoli Nord.

Le tensioni sono state contestualizzate dagli inquirenti della DDA nell’indagine dell’agguato contro Salvatore Barbato, luogotenente del boss Mauro Franzese. Per quel raid è finito in carcere Vincenzo De Rosa, referente dei panzarottari. Il 25enne è accusato di aver sparato diversi colpi d’arma da fuoco nei confronti di Barbato e di Mauro Sorrentino. Nel corso della conversazione intercettata, l’altro ras dei Franzese, Jonathan Piglia, diceva di avere saputo che gli autori dell’agguato fossero gli affiliati alla famiglia Nobile.

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Gli interessi del gruppo Franzese

Il gruppo Franzese si sarebbe occupato dello spaccio e delle estorsioni: proprio per la gestione del traffico di droga a Casoria, già dal settembre 2024, avrebbe portato allo scontro armato con i rivali. Il ras Barbato avrebbe gestito il settore degli stupefacenti, trattandone gli approvvigionamenti, imponendone il prezzo di vendita ed infine controllando l’operato dei pusher.

Il gruppo Franzese avrebbe imposto la chiusura delle piazze di spaccio gestite da soggetti rivali. Le tensioni per la gestione delle piazze di spaccio degenerarono, nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 2024, nel tentato omicidio di Vincenzo Capriello. Il ferito sarebbe un pusher legato a De Rosa e a Roberto Alfio Maugeri. 

Poche ore dopo ci sarebbe stata una stesa contro i Franzese: alle ore 2.24 il circoletto di via Pellico, roccaforte del gruppo, veniva raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco esplosi da alcuni malviventi che sfrecciavano a bordo di 3 o 4 moto.

Il raid terminava con altri colpi di arma da fuoco esplosi contro la casa di Totore ‘o can. In questo stesso contesto, circa un mese dopo, si sarebbe arrivati al tentato omicidio di Barbato la sera del 20 novembre 2024. Lo scorso luglio ai magistrati, il collaboratore di giustizia Giovanni Barra ha dichiarato: “Dopo questo evento si scatenò una guerra. Quelli del gruppo di Maruzziello (Mauro Franzese n.d.r.) e di Totore ‘o can non uscivano di casa per paura di subire agguati. Solo Totore ‘o can usciva di casa“.

“Era ritenuto un boss a Casoria”, il pentito Barra parla di De Rosa

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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