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“Ha ucciso anche il primo figlio”, la Procura impugna l’assoluzione di Chiara Petrolini

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La Procura della Repubblica di Parma ha depositato appello contro la sentenza emessa il 24 aprile scorso dalla Corte di Assise di Parma, nella parte in cui (pur condannando l’imputata Chiara Petrolini alla pena complessiva di 24 anni e 3 mesi di reclusione) ha assolto l’imputata dal delitto di omicidio del proprio figlio Domenico Matteo Granelli commesso il 12 maggio 2023, e ha riqualificato il reato di soppressione di cadavere riferito al secondo figlio Angelo Federico Granelli, commesso il 7 agosto 2024, nel meno grave reato di occultamento di cadavere.

“Ha ucciso anche il primo figlio”, la Procura impugna l’assoluzione di Chiara Petrolini

La Corte, infatti, quanto ai fatti accaduti a Traversetolo il 12 maggio 2023 – spiega in una nota il procuratore di Parma, Alfonso D’Avino, ritenne l’imputata Chiara Petrolini responsabile della sola soppressione del cadavere del piccolo (cui successivamente venne dato il nome di Domenico Matteo Granelli), trovato, in forma ormai scheletrica, nel settembre 2024, solo dopo le indagini condotte dalla Procura; assolse, invece, l’imputata dall’omicidio aggravato premeditato ai danni dello stesso bambino, ritenendo non sufficientemente provata la circostanza che fosse nato vivo.

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Per quanto riguarda, invece, i fatti accaduti sempre a Traversetolo il 7 agosto 2024, la Corte di Assise ritenne provata la responsabilità della Petrolini per la morte del piccolo (cui venne dato successivamente il nome di Angelo Federico Granelli), ma, quanto al «celamento» del suo corpo (portato alla luce da uno dei cani presenti) ritenne che il fatto fosse da qualificare come occultamento e non come soppressione.

La Procura non ha condiviso alcune parti della decisione della Corte di Assise, ritenendo che, quanto all’episodio del 12 maggio 2023, si possa desumere la prova della vitalità del bambino al momento del parto e, conseguentemente, la responsabilità della Petrolini anche per l’omicidio aggravato premeditato di Granelli Domenico Matteo; quanto all’episodio del 7 agosto 2024, la Procura ha ritenuto che la circostanza che, del tutto casualmente, il cane abbia riportato alla luce il cadavere del piccolo Granelli Angelo Federico non possa incidere sulla volontà della Petrolini, che era quella di far sparire definitivamente (e quindi sopprimere) anche il secondo cadavere, così come era avvenuto poco più di un anno prima per l’altro figlio dell’imputata.

Della vicenda complessiva verrà ora investita la Corte di Assise di Appello di Bologna.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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