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“I caivanesi avevano molta paura di lui”, il pentito parla del ras del Bronx

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Gestiva con violenza lo spaccio imponendo ai capi piazza l’obbligo di comprare la droga solo dai suoi Ragazzi del Bronx, imponeva il racket agli imprenditori e riusciva a sottrarsi dagli obblighi criminali verso il boss di Caivano. Questo è il profilo criminale di Raffaele Lelluccio Zambella, tratteggiato anche dal collaboratore di giustizia Carmine Polito che lo ha inserito nell’organizzazione del capoclan Antonio Tibiuccio Angelino.

«Il gruppo del Bronx di Caivano è capeggiato da Raffaele Zambella. Ne fa parte anche il cognato. So che Caciotta si era preso il giro delle estorsioni su Caivano e il gruppo del Bronx la droga. Prima dell’uscita di Caciotta, il Bronx — cioè Zambella e il suo gruppo — gestiva sia la droga che le estorsioni; uscito Caciotta, si sono messi d’accordo dopo un po’ di discussioni e quindi Domenico Ciccarelli (non indagato, ndr) si è preso le estorsioni e il Bronx la droga. Su Raffaele Zambella posso dire che è una persona molto cattiva e violenta: effettuava molte azioni punitive e i caivanesi, ovvero i gestori delle piazze, avevano molta paura di lui. Zambella si è preso tutto il giro della droga su tutta Caivano, tranne il Parco Verde, dove agivano i Ciccarelli, e pagava un mensile ad Angelino. Parliamo del periodo fine 2022-2023. Zambella comunque, già quando arrestarono Massimo Gallo nel 2020 circa, si affiancò a Tibiuccio, Angelino Antonio, che gli affidò la gestione del sistema droga di Caivano — tranne il Parco Verde — in cambio di 20mila euro che Zambella gli pagava. Con il tempo, comunque, Zambella ha acquistato potere e non rispettava più nessuno, nemmeno Tibiuccio».

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La droga dei Ragazzi del Bronx a Casoria

I ragazzi del Bronx dunque imponevano anche le forniture alle piazze di spaccio a Caivano, come quella gestita dalla famiglia D’Angelo, caso emblematico emerso dall’ultima indagine condotta dalla Procura di Napoli, retta da Nicola Gratteri, che ha portato all’arresto di 34 persone. Una costola del gruppo era arrivata anche a Casoria, dove aveva creato una piazza di spaccio gestita prima da Pasquale Varriale e, successivamente, da Roberto Alfio Maugeri in via Bissolati.

Lo status criminale di Lelluccio è stato raccontato anche da un altro collaboratore di giustizia, Giovanni Barra, nel 2025: «Io per vari mesi sono stato rinchiuso in una casa all’interno del Bronx con Alfio Maugeri, Pino Tammaro, Mario Marzocchi, Gianfranco Bervicato, Cervo e altri, al fine di controllare le piazze di spaccio e intervenire in caso di mancato pagamento delle piazze. Gli ordini venivano imposti da Zambella dal carcere e li riceveva al telefono Alessandro Maugeri, zio di Roberto Alfio. Attualmente a Caivano comanda Ciccarelli detto “Caciotta” nel settore estorsioni, mentre la droga la gestisce Lello Zambella dal carcere attraverso Alessandro Maugeri, Pinuccio Tammaro e Mario Marzocchi… Dopo l’arresto di Angelino Antonio, la droga veniva gestita dal gruppo Zambella, mentre le estorsioni le gestivamo noi quali referenti, ma di fatto sul territorio agivano Gianfranco Bervicato e Raffaele Bervicato. Quest’ultimo era il responsabile che dava conto a me e Maugeri per metterci al corrente delle estorsioni. Io ho ricevuto la lista da Assunta La Reccia e poi l’ho consegnata personalmente a Pino Tammaro, e non ne ho saputo più nulla».

Il nuovo pentito parla dei segreti dei clan di Afragola, Caivano e Cardito

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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