I rapporti tra i fratelli Esposito ed i giocatori del Napoli sono confermati dalle intercettazioni eseguite dagli inquirenti. C’è lo zampino degli imprenditori di Posillipo anche quando si adoperarono nell’agosto del 2013 per l’acquisto del Napoli Gonzalo Higuain. In quella giornata sarà vittima di un piccolo incidente al naso, facendo infuriare il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Ed è un feeling che va avanti negli anni, da parte dei fratelli Esposito con Paolo Cannavaro, con qualche contatto con calciatori del calibro di Aronica, Grava, dello stesso Lavezzi (tutti rigorosamente estranei alle indagini). Nomi segnalati alla Procura federale in una informativa che svela comportamenti privi di rilievo penale, sui quali però c’è stata attenzione sotto il profilo disciplinare.

L’orologio per Cavani

È il 12 febbraio del 2013, quando Luigi Martino chiama Paolo Cannavaro, di cui è il suocero, per segnalargli un affare relativo alla vendita di un orologio del valore di circa 400mila dollari. Immediata la reazione dell’ex difensore partenopeo: «Solo ad Eddy posso chiedere». E per la Dia non ci sono dubbi, «Eddy è Edinson Cavani», ex bomber azzurro, poi volato al Paris Saint Germain. Ma la conversazione tra suocero e genero diventa un capitolo da approfondire, agli occhi degli inquirenti. Seguiamo il discorso:
Luigi Martino: «Paolù, lo tengo qua… ma è uno spettacolo al fratello! Mamma mia vergine!!! Me lo ha dato questo! Ma perché non lo vendi? Guadagniamo qualcosa!».
Paolo Cannavaro: «Ma hai avuto anche la garanzia?».
Luigi Martino: «Tutto, tutto».
Paolo Cannavaro: «Domani me lo vengo a prendere, me lo porto al campo… lo faccio vedere anche a Michele».
Luigi Martino: «Paolù, questo qua, prezzo a costo, sta 480mila dollari, ce ne sono nove orologi al mondo… sarebbe uno “Zenit el primero”, pieno di brillanti e diamanti, poi domani ti dico il prezzo da vicino». Ovviamente, lo ripetiamo, nulla di penalmente rilevante.

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