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martedì, Dicembre 7, 2021
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“I giovani non vogliono sacrificarsi ed essere sottopagati”, polemica su Alessandro Borghese


Alessandro Borghese lancia l’allarme. Dopo la pandemia e alla luce di una perenne mancanza di dipendenti “sicuramente bisogna lavorare in modo diverso. Sta già succedendo: io ero aperto sette giorni su sette pre-pandemia, adesso cinque. Vorrei tornare a sei, ma comunque terrò chiuso un giorno. Il riposo e i turni sono fondamentali. Sono alla perenne ricerca di collaboratori: ma fatico a trovare nuovi profili, sia per la cucina sia per la sala”. Questo lo sfogo del famoso chef e personaggio televisivo.

Alessandro Borghese lancia l’allarme sul personale

“Mentre la mia generazione è cresciuta lavorando a ritmi pazzeschiafferma Alessandro Borgheseoggi è cambiata la mentalità: chi si affaccia a questa professione vuole garanzie. Stipendi più alti, turni regolamentati, percorsi di crescita. In cambio del sacrificio di tempo, i giovani chiedono certezze e gratificazioni. In effetti prima questo mestiere era sottopagato: oggi i ragazzi non lo accettano”.

Il tempo, oggi, è la vera moneta. La mia stessa brigatarivela ancora Alessandro Borghesesi è rivoluzionata radicalmente: sono andate via figure che stavano con me da più di dieci anni, sono tornate nelle loro regioni d’origine, dove hanno scelto un lavoro che richiedesse meno fatica psicologica, mentale e fisica”. La carenza di personale impedisce al settore della ristorazione di “lavorare come potremmo: finalmente c’è profumo di ripartenza, tornano le liste d’attesa nelle prenotazioni, questo ci fa ben sperare e ci inorgoglisce. Ma bisogna rinunciare a delle opportunità perché mancano le risorse. Prima del Covid ricordac’era la fila di ragazzi fuori dai ristoranti, oggi non si vuole più fare questo lavoro”.

“Non riesco ad assumere”

“Non riesco ad assumere continua Alessandro Borghese nella sua intervista rilasciata al Corriere della Seraperché tanti non stanno davvero cercando, si vede che non sono interessati. Altri approfittano della situazione: sanno che c’è tanta domanda perciò fanno richieste eccessive. Io cerco la misura: persone che magari non sanno cucinare benissimo, ma che siano educate e desiderose di imparare. La mia azienda saprà ricompensarlespieganoi ai dipendenti offriamo anche corsi di inglese e di sommelier, ma deve instaurarsi un rapporto di fiducia reciproco”.

Per Alessandro Borghese, inoltre “bisogna essere datori di lavoro seri, dare prospettive. Se vogliamo che questo settore sia centrale per l’Italia è l’unica strada. Senza personale qualificato non andiamo da nessuna parte, se si trovano male i clienti non tornano”.

“I giovani non vogliono sacrificarsi ed essere sottopagati”, polemica su Alessandro Borghese

Le sue parole hanno fatto scaturire l’ira di migliaia di utenti che sul web non hanno disdegnato di mostrare il loro disappunto.

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Alberto Raucci
Alberto Raucci, 27 anni. Dal 2018 collaboro con InterNapoli.it, diventando giornalista pubblicista (e conseguendo quindi il tesserino) nel 2020. Nel corso degli anni ho avuto modo di scrivere anche per AbbìAbbè, giornale online e mensile in carta stampata. Abile nella produzione e nel montaggio video.
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