Un hacker 25enne del clan Licciardi sarebbe stato prestato ai rivali dei Mazzarella. Si tratta di un elemento centrale delle truffe informatiche, circa 60 quelle contestate, messe a segno tra il 2022 e 2024 su cui hanno fatto luce i carabinieri e la Dda di Napoli.
Complessivamente sono 12 le persone per le quali è stato disposto il carcere: Emanuele Brusco, Gennaro Brusco, Ferdinando Coronella, Umberto Costagliola, Ernesto De Carlo, Alberto Mazzarella, Ciro Mazzarella, Michele Mazzarella, Giuseppe Messina, Marco Ostroschi, Antonio Pisanti e Valerio Ripoli.
Un colpo da 60mila euro in un giorno
Dalle indagini è emerso che a una vittima sono stati sfilati, in un sol colpo quasi 60mila euro, e che in un giorno, la batteria di truffatori, che agivano in una centrale telefonica localizzata a Napoli Est, era capace di appropriarsi attraverso due distinti modus operandi anche diverse centinaia di migliaia di euro, 2-300mila euro. Utilizzando due diverse modalità d’azione hanno agito non solo da Nord a Sud dell’Italia ma anche in Spagna, dove era stata allestita una struttura molto simile a quella che c’era in Italia che aveva la sua base nella zona Est di Napoli.
Gli affari della camorra sulle truffe, Gratteri: “Camorra molto evoluta”
Due i gruppi individuati, uno capeggiato da Ciro Mazzarella, l’altro dal Michele Mazzarella e tra i destinatari delle misure cautelari figura. “Le mafie sono contemporanee, – ha detto nel corso di una conferenza stampa il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – e lo è anche la camorra che ho visto molto evoluta nell’ambito informatico e nel dark web, una criminalità capace di commettere reati attraverso la tecnologia. Nella Procura di Napoli c’à una sezione specializzata in reati informatici che con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza riescono a fare questo tipo di indagine e scoprono continuamente nuovi modi per commettere questa tipologia di reati. Noi cerchiamo di stare al passo e i miei colleghi, con le forze dell’ordine, oggi i carabinieri, sono riusciti a dimostrare reati che era difficile dimostrare“.
Gli interessi del figlio del boss Licciardi e del clan Mazzarella sulle truffe
