“Nessuna cancellazione del murales di Ugo Russo”, il 15enne morto a seguito di un tentativo di rapina un anno fa in zona Santa Lucia. È quanto chiedono al Comune di Napoli gli abitanti del quartiere Montecalvario e alcuni personaggi famosi del mondo dello spettacolo, della cultura, della società civile attraverso una petizione presentata questa mattina a Palazzo San Giacomo. Gli oltre 1000 firmatari (il numero degli aderenti è destinato a crescere) si mostrano in disaccordo con l’ordinanza dell’amministrazione de Magistris di ripristino dello stato dei luoghi della facciata del condominio privato di piazza Parrocchiella a Santa Maria Ognibene, nella parte alta dei Quartieri Spagnoli, dove campeggia da qualche mese il volto di Russo e la scritta “Verità e Giustizia’’.

In relazione a ciò dal Comune sostengono che nessun’autorizzazione sia mai stata concessa per il murale ricordando come esista un organo come il tavolo della street art per vagliare le proposte di realizzazione di rappresentazioni figurative. Chi ha voluto l’opera, invece, a partire dal Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo ribatte affermando l’edificio in questione sia di proprietà privata e non sottoposta ad alcun vincolo.

Il testo e i sottoscrittori famosi

“Come abitanti della città di Napoli – si legge nel testo – chiediamo di conservare il murales di Ugo Russo in piazza Parrocchiella. Crediamo che cancellare in modo autoritario un murales che chiede Verità e Giustizia per la morte violenta di un ragazzo di 15 anni (dopo un anno di silenzio sul suo caso) sia un atto ingiusto e antidemocratico. Per un reale cambiamento chiediamo anche diritti e opportunità per i ragazzi dei quartieri popolari’’. Ad apporre la propria firma alla petizione, tra gli altri: la street artist Leticia Mandragora, autrice del murales; lo scrittore Maurizio De Giovanni; l’attore e scrittore Ascanio Celestini; il presidente del consiglio comunale di Napoli Alessandro Fucito. I cantanti Valerio Jovine e Ciccio Merolla; lo sceneggiatore Maurizio Braucci; l’avvocato ed ex magistrato dell’Ufficio Gip di Napoli Nicola Quatrano.

Il dibattito sul murales

Il murales con il volto di Ugo Russo ai Quartieri Spagnoli ha sin da subito suscitato polemiche e acceso un forte dibattito in città sull’opportunità della sua realizzazione: da un lato, i promotori dell’iniziativa che hanno sempre affermato come l’opera celasse unicamente un messaggio di attenzione rispetto ad una parte di realtà cittadina che vede i giovani senza prospettive e attirati da cattive strade senza alcuna esaltazione del gesto (esaltazione esclusa anche dagli stessi familiari di Ugo Russo). Dall’altro, le voci contrarie che hanno paventano il rischio di un’ipotetica emulazione o di esaltazione di un ragazzo che stava commettendo un reato compiendo una rapina finita poi tragicamente. Ugo Russo, ricordiamolo, alla fine del febbraio del 2020 in via Generale Orsini tentò con un complice (poi stanato dai carabinieri) di sottrarre un rolex al polso di un carabiniere fuori servizio che era in compagnia della fidanzata. Il militare dell’Arma estrasse la pistola d’ordinanza sparando alcuni colpi che centrarono Ugo Russo, morto poi qualche ora dopo all’ospedale Pellegrini dove fu trasportato in gravissime condizioni. In un comunicato congiunto di circa un mese fa il vicesindaco Carmine Piscopo, l’assessore ai Giovani Alessandra Clemente e al Decoro Urbano e Creatività Luigi Felaco affermarono: «È necessario che l’opera evolva in un nuovo murale che non si presti a interpretazioni sbagliate. Lo faremo insieme alle associazioni, comitati interessati, comunità educante. Oltre alla rimozione dell’opera, mai autorizzata, ci convince l’idea di un nuovo murale dotato di tutte le autorizzazioni del caso, affinché i valori della legalità e della giustizia siano sempre più patrimonio condiviso, non solo delle istituzioni, ma di tutta la società, dei giovanissimi che vanno strappati alla criminalità e alla povertà educativa e che attraversano tutti i giorni quella e altre piazze». Trattando la questione da una prospettiva sostanzialmente differente dall’amministrazione centrale nonostante l’appartenenza alla maggioranza di Luigi de Magistris, esponenti della Seconda Municipalità, competente per l’area dei Quartieri Spagnoli, come il presidente Francesco Chirico, l’assessore municipale Marcello Cadavero e le consigliere Bianca Verde e Angela Parlato hanno affermato in una nota di ritenere “sbagliata la polemica su quel murale anche perché ipocritamente riduce la vicenda a una lettura superficiale di una realtà cui per prima la politica sembra voglia sottrarsi. Esiste – le loro parole – un tavolo della street art la cui funzione non è quella di dare o meno un consenso. Nessun tavolo potrebbe avere questa funzione perché da sempre la street art si esprime e deve farlo in modo libero. La funzione di quel tavolo è coordinare le proposte e accompagnarle a realizzazione’’ aggiungendo: “Chiedere verità e giustizia per un ragazzo morto a 15 anni non ci scandalizza, riteniamo anzi che tutta la società sia in debito con questa generazione di ragazzi sulla quale dovrebbe poggiarsi il futuro di tutti e invece ce ne disinteressiamo salvo poi essere pronti a puntare il dito contro chi sbaglia’’.

L’evento del prossimo sabato

Intanto sabato 27 febbraio alle 16 il Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo, a un anno dai fatti, terrà un’iniziativa pubblica in piazza Carità per reiterare la richiesta di chiarezza su quanto accadde nel febbraio del 2020. Striscioni e manifesti sono già comparsi in strada o sui social annunciando l’evento della prossima settimana.

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