Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha convalidato il fermo nei confronti di Domenico De Chiara, 20 anni, residente ad Afragola, ritenuto gravemente indiziato, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, sequestro di persona, lesioni personali e minacce aggravate. Per l’indagato è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.
I fatti risalgono alla sera del 20 gennaio scorso, quando un giovane sarebbe stato aggredito da un gruppo di persone, alcune delle quali minorenni, mentre si trovava nel territorio di Afragola. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima sarebbe stata colpita ripetutamente con calci, pugni e un mattone, per poi essere costretta a salire nel bagagliaio di un’autovettura, dove avrebbe subito ulteriori violenze e minacce. Nel corso dell’azione, gli aggressori si sarebbero impossessati del telefono cellulare della vittima, sottraendolo con violenza e gli avrebbero detto: “ora chiama Topolone”. L’episodio si sarebbe concluso solo dopo alcuni minuti, quando il giovane sarebbe riuscito a liberarsi e a fuggire, trovando rifugio all’interno di un esercizio commerciale.
Dalle indagini è inoltre emerso un clima di intimidazioni che andava avanti da settimane ai danni di altri giovani della zona. In particolare, nei giorni precedenti ai fatti, sarebbero state denunciate minacce gravi e aggressioni fisiche nei confronti di due fratelli, anch’essi vittime di presunti atti violenti attribuiti allo stesso gruppo. Tra le accuse contestate a De Chiara figura anche un episodio successivo alla rapina, nel quale, secondo l’accusa, sarebbe stata rivolta una grave minaccia di morte a un altro giovane, mediante l’uso di un’arma da fuoco, la cui tipologia non è stata accertata, in concorso con altri soggetti minorenni. In particolare avrebbe detto alla vittima. “Ti devo sparare in faccia, ti devo uccidere, ti devo riempire di coltellate”.
L’attività investigativa, condotta dalla Polizia di Stato del Commissariato di Afragola, si è avvalsa anche delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona, che avrebbero consentito di identificare i presunti responsabili nel rione Salicelle. Al termine delle indagini preliminari, quattro giovani sono stati condotti in carcere, mentre per De Chiara (difeso di fiducia dall’Avv. Dario Carmine Procentese det Foro di Napoli Nord) è stata disposta la misura domiciliare.
I procedimenti relativi ai soggetti minorenni, tra cui c’è anche il nipote del ras Nicola Luongo, sono stati stralciati e affidati alla competente autorità giudiziaria minorile. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità. Si ricorda che le persone coinvolte sono da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva,

