La Procura di Napoli Nord stringe il cerchio sull’inchiesta relativa alle ultime elezioni Amministrative di Giugliano. Il pubblico ministero Patrizia Dongiacomo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di otto persone, tra politici e professionisti.
L’accusa: firme autenticate senza la presenza dei firmatari
Al centro dell’indagine ci sono firme dichiarate come apposte “in presenza”, ma che – secondo gli accertamenti investigativi – non lo sarebbero state. Gli indagati avrebbero infatti autenticato sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste elettorali attestando falsamente la presenza dei firmatari, violando così le norme che garantiscono la regolarità del procedimento elettorale.
Gli indagati
Nel registro degli indagati figurano: Pasquale Di Fenza (ex consigliere regionale della Campania), Massimo Pelliccia (attuale consigliere regionale della Campania ed ex sindaco di Casalnuovo), Giuseppe Maiello (avvocato del Foro di Nola), Giuseppe Nocerino (consigliere comunale di Somma Vesuviana e metropolitano), Francesco Iovino (consigliere regionale), Rosa Cecere (avvocata), Annamaria Patriarca (deputata), Gianluca Cantalamessa (senatore)
Numeri dell’inchiesta: 113 episodi e 206 firme sospette
L’indagine coinvolge tutte le 14 liste presentate alle ultime comunali del Comune di Giugliano: 6 del centrosinistra, 7 del centrodestra e la civica Pezzella sindaco.
In totale sono 113 gli episodi contestati per 206 firme ritenute false. Nel dettaglio: Lista “Pezzella sindaco” (58 firme, il numero più alto di presunte firme false), Italia Viva (16 firme), Liberali e Riformisti (10 firme), Lista Guarino (4 firme), Noi con Giugliano (12 firme), Azione con Calenda (9 firme), Vivere Giugliano (20 firme), Comitato Civico Costiero (1 firma), Giugliano Democratica (3 firme), Partito Democratico (5 firme), Forza Italia (27 firme), UDC (13 firme), Fratelli d’Italia (16 firme), Insieme per Giugliano (12 firme)
Irregolarità gravi: firme duplicate e un caso eclatante
Tra gli elementi più gravi emersi c’è la presenza di firme della stessa persona presenti in più liste, anche di schieramenti politici opposti. Ma il caso definito emblematico dagli inquirenti è sicuramente quello di C.P., nata nel 1937 e deceduta il 19 ottobre 2024, il cui nome risulterebbe tra i sottoscrittori nonostante la morte avvenuta mesi prima della presentazione delle liste (25 aprile 2025).
Cosa succede ora
Con la notifica di conclusione indagini, gli accertamenti sono formalmente conclusi. Da questo momento gli indagati possono prendere visione degli atti ed hanno la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati. Solo dopo questa fase la Procura potrà decidere se chiedere eventualmente il rinvio a giudizio o l’archiviazione.
L’inchiesta potrebbe avere ripercussioni rilevanti non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico, considerando il numero di liste e di esponenti coinvolti.


