Sarà presto in aula Giuseppe Musella, accusato di aver accoltellato a morte la sorella Ylenia il 3 febbraio scorso a Ponticelli. Il gip Nicoletta Campanaro, accogliendo le richieste dei Sostituti procuratori Ciro Capasso e Valeria Vinci, ha disposto il decreto di giudizio immediato per il 25enne che adesso dovrà difendersi dall’accusa più pesante, quella di aver ucciso il sangue del suo sangue. Per lui l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e dai futili motivi oltre che del possesso di arma in luogo pubblico.
Lo scorso luglio la Procura di Napoli ha ottenuto la relazione di consulenza tecnica medico-legale autoptica sul corpo della giovane che è stata aggredita dal fratello Giuseppe. “La profondità della ferita è compatibile con l’impiego di un coltello dalle caratteristiche analoghe a quello rinvenuto in prossimità del luogo del delitto. Il colpo deve ritenersi inferto a distanza ravvicinata, ovvero in condizioni di contatto diretto tra vittima e aggressore, che brandiva l’arma nella propria mano“.
La morte di Jlenia Musella
La tragedia si consumò nell’abitazione di via Al Chiaro di Luna. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso verbali e testimonianze, tra Jlenia e il fratello Giuseppe scoppiò un violentissimo litigio all’interno dell’appartamento. La giovane cercò di scappare da Giuseppe Musella che l’avrebbe inseguita con un grosso coltello preso poco prima in cucina colpendola poi violentemente alla schiena.
Subito dopo l’aggressione scattò la corsa contro il tempo: lo stesso Giuseppe, insieme alla madre e a un altro uomo, caricò la 22enne in auto per trasportarla al Pronto Soccorso. Una corsa rivelatasi purtroppo inutile: Jlenia era arrivata in ospedale alle 16:50 già in arresto cardiaco e i medici non poterono fare altro che constatare il decesso dopo i vani tentativi di rianimazione.
Lo stesso Giuseppe ha raccontato la terribile notte: “Abbiamo cominciato a litigare e siccome lei aveva l’abitudine di prendere il coltello ogni volta che litigavamo, l’ho anticipata e ho preso il coltello prima di lei. Jlenia a quel punto è scappata ed è scesa giù al palazzo, io sono rimasto in casa… Ho raggiunto mia sorella, portando con me il coltello. Quando mia sorella mi ha visto arrivare, è scappata ed io dalla rabbia ho lanciato il coltello… Il coltello l’ha trafitta… Dopo averle lanciato il coltello, quando si è accasciata a terra, ho provato a sentire il battito prendendo il polso, mentre mia mamma cercava di sentire il battito al collo“

