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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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L’Interpol lancia l’allarme: “Kit del suicidio venduti su internet”

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Una serie di dati, statistiche e indagini particolari hanno rivelato retroscena preoccupanti che si esibiscono sul retro dell’apparente e innocua facciata del mondo del web così come è accaduto per la faccenda della ‘Sex roulette‘. Acquisti online raccolgono atmosfere macabre e letali per i compratori. Particolari casistiche hanno attirato l’attenzione dell’Interpol che ha segnalato i cosiddetti ‘Kit del suicidio’.

I pericolosi kit del suicidio

Dopo l’ambigua morte di alcune persone tra cui una anche in Italia, l’Interpol ha deciso di dare il via ad una serie di indagini che potessero fare luce su tali dinamiche inizialmente irrisolte. Sulla scorta di una serie di dati si è giunti alla conoscenza di un inequivocabile piano allestito tramite le ramificazioni più fitte e oscure del web. Si è infatti scoperto che alcuni siti internet predisponevano la vendita online di materiali estremamente pericolosi la cui coniazione chiarisce già tutto. Non a caso a questi viene infatti affibbiata la definizione di ‘Kit del suicidio’.  Tali strumenti si presentano attraverso siti internet e si vendono online. L’Interpol sulla scia di questi indizi scopre che gli acquisti e le vendite avvengono attraverso il Canada da uno chef di Toronto. Acclarato questo dato l’organizzazione della Polizia criminale (Interpol) procede con la chiusura di vari siti internet riconducibili all’uomo.

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Le vittime 

Dal momento in cui l’Interpol ha compreso cosa vi fosse dietro ad una scia di enigmatiche morti ha lanciato l’allarme al fine di rintracciare altri ipotetici compratori. Tra questi vi dovrebbero essere 8 acquirenti italiani residenti in diverse località della penisola. L’obiettivo è quello di sventare la possibilità di morti del genere dopo i casi già registrati. Tra questi vi è il caso di una donna di 63 anni valsugana che si sarebbe uccisa proprio con l’ausilio di questo kit del suicidio.

L’idea dello chef di Toronto 

Kenneth Law, questo è il nome dello chef di Toronto, artefice di tale piano. Dopo le indagini conseguite l’Interpol ha rintracciato i siti che conducevano a lui e effettuato l’arresto. L’uomo ha rivelato con dichiarazioni e discorsi perversi un’assurda parabola di giustizia. Ha esplicitamente affermato che la sua invenzione fosse la concretizzazione dell’opera di Dio. Poter porre un punto alla propria vita quando questa iniziava a rivelarsi insignificante era la svolta che occorreva al mondo. L’uomo, impavido, si dimostra tranquillo e privo di interesse nel tutelarsi. Racconta infatti senza timore il funzionamento dei veleni e degli altri strumenti contenuti nel kit del suicidio. Ad oggi Kenneth Law è dietro le sbarre accusato di consulenza e aiuto al suicidio.

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