La Torteria di Torino
La protesta della titolare e di alcuni clienti negazionisti de 'La Torteria' di Torino.

Carabinieri, polizia e vigili urbani hanno posto sotto sequestro ‘La Torteria’ di via Orti a Chivasso (Torino). Il provvedimento è stato disposto, secondo quanto riferisce l’Ansa, dal Gip di Ivrea in seguito ai numerosi aperitivi negazionisti e di continue violazioni delle norme anti Covid. L’intervento delle forze dell’ordine ha scatenato l’ira della titolare.

Indagata la titolare de ‘La Torteria’

La titolare del locale ‘La Torteria’, Rosanna Spatari è indagata per inosservanza delle disposizioni del prefetto e non ha alcuna intenzione di rimanere chiusa. Il suo locale è diventato un punto di ritrovo per negazionisti e no mask. Stamane ha inveito contro i carabinieri ed ha dato ‘inizio ad una protesta plateale‘ alla quale hanno partecipato una ventina di persone. “Vergognatevi, la gente moriva anche prima. Sveglia!”, ha affermato la titolare.

Momenti di tensione all’arrivo delle forze dell’ordine

Davanti al locale ‘La Torteria’  le forze dell’ordine hanno formato un cordone per tenere a distanza diversi ‘sostenitori’ della titolare che protestavano, la maggior parte senza mascherina. Alcune persone hanno invitato l’esercente a farsi da parte, ma la donna era poco intenzionata ad allontanarsi. Non sono mancati anche i momenti di tensione quando la donna, sostenuta anche da alcuni suoi clienti, ha urlato: ”Io lotto per i diritti umani, mi dovete rispettare”. Alcuni clienti presenti le hanno dato ragione, facendosi sentire con le frasi: ”Dittatura, dittatura”. Il tutto ‘aggredendo’ i giornalisti presenti perché non volevano essere ripresi e fotografati. ”Lasciateci morire in pace”, hanno gridato all’indirizzo delle forze dell’ordine.

Il comunicato della Prefettura di Torino

Secondo la Prefettura le condotte della titolare de ‘La Torteria’ e l’organizzazione dell’aperitivo disobbediente «hanno comportato potenziali situazioni di rischio per la salute pubblica. Gli interventi sanzionatori di tali condotte, ora sottoposte al vaglio anche in sede penale, oltre ad assicurare il rispetto della legalità costituiscono un atto doveroso anche nei confronti dell’atteggiamento in grandissima parte responsabile e rispettoso delle disposizioni tenuto dagli operatori del settore nel territorio di Torino a fronte dei disagi sopportati in conseguenza delle restrizioni adottate per il contenimento del contagio»

 

 

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