La vendetta di Zepechegno: l’omicidio Bottone ‘risposta’ all’agguato della parrucca

L’omicidio di Antonio Bottone fu la ‘risposta’ all’agguato della parrucca, condotto dal killer Enrico la Salvia alias Zepechegno. Il giovane,ucciso ai Colli Aminei, non faceva parte del clan però ha pagato l’amicizia con Daniele Pandolfi, quest’ultimo affiliato al clan Vastarella. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti nel novembre 2016 Vastarella junior entrò in azione con una parrucca rosa nei pressi di un centro scommesse su via Arena alla Sanità e sparò contro Giovanni Sequino, nipote dei boss Nicola e Salvatore.

I ras delle Fontanelle volevano mandare un messaggio ai Sequino, che continuavano a comandare dal carcere. All’epoca impazzava la guerra tra i Vastarella delle Fontanelle e il gruppo di via Santa Maria Antesaecula. Sequino, secondo quanto ricostruito dalla polizia, fu raggiunto da due persone in sella ad un potente scooter che esplosero esploso due colpi d’arma da fuoco.

L’uomo fu raggiunto da colpi all’addome e al braccio. Insieme a lui c’era proprio La Salvia che qualche settimana dopo consumó la sua vendetta: l’obiettivo doveva essere Daniele Pandolfi, uomo dei Vastarella, habituè della cornetteria dove invece troverà la morte il solo Bottone.