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L’aeroporto di Capodichino si ferma per 30 giorni, il maltempo può allungare i tempi di riapertura

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L’Aeroporto di Napoli-Capodichino si prepara a una delle operazioni più importanti degli ultimi anni. Dal 1° al 30 novembre lo scalo resterà infatti chiuso al traffico aereo per consentire i lavori di rifacimento della pista. Una decisione già recepita dalle compagnie aeree, tanto che sui portali di prenotazione non è più possibile acquistare voli in partenza o in arrivo a Napoli nel periodo interessato dall’intervento.

L’obiettivo è completare le opere entro la fine del mese, ma sui lavori pesa l’incognita del maltempo. Eventuali condizioni meteorologiche avverse potrebbero rallentare il cronoprogramma e incidere sui tempi di riapertura dello scalo. Una prospettiva che preoccupa le compagnie aeree, le quali hanno chiesto garanzie sul rispetto delle scadenze, soprattutto in vista delle numerose prenotazioni previste per l’inizio di dicembre e per il ponte dell’Immacolata.

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Lavori H24 sulla pista

I cantieri procederanno a ritmo serrato, con attività programmate anche nelle ore notturne. Durante il mese di chiusura saranno effettuati interventi di rifacimento dell’asfalto, scavi e opere sui sottoservizi della pista.

La riapertura dell’aeroporto è prevista al termine dei 30 giorni di stop, ma alcuni lavori proseguiranno anche successivamente senza interferire con l’operatività dello scalo.

Il masterplan per il futuro di Capodichino

Nel frattempo viene presentato il nuovo masterplan dell’aeroporto, che prevede una serie di interventi destinati a modernizzare e ampliare l’infrastruttura.

Tra i progetti figurano il completamento del piano superiore dell’area Arrivi, l’apertura del Terminal 2 e la realizzazione di nuove aree dedicate alla mobilità sostenibile. Tra gli obiettivi c’è anche quello di acquisire l’area dell’aeroporto militare, ipotesi sulla quale però non è ancora arrivato il via libera del Ministero della Difesa.

Ammortizzatori sociali e voli sanitari

La chiusura temporanea dello scalo apre inoltre diversi interrogativi sul fronte occupazionale. In settimana è previsto un vertice in Prefettura per affrontare il tema degli ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori delle aziende che operano all’interno dell’aeroporto.

Un’altra questione riguarda i voli sanitari, in particolare quelli utilizzati per i trapianti e per il trasferimento urgente di pazienti verso le principali strutture ospedaliere napoletane, tra cui Cardarelli, Monaldi, Cotugno, Santobono, Policlinico e CTO. Durante il mese di chiusura dovranno essere individuate soluzioni alternative per garantire la continuità del servizio.

Il piano per gli scali alternativi

Tra le ipotesi allo studio ci sono gli aeroporti di Salerno-Costa d’Amalfi, Roma e Bari. Tuttavia lo scalo salernitano è attualmente soggetto a limiti operativi che ne riducono la capacità di assorbire il traffico di Capodichino.

Per agevolare i passeggeri si valuta l’attivazione di servizi dedicati, tra cui navette, punti informativi e taxi collettivi a tariffa fissa verso gli aeroporti alternativi. Sullo sfondo resta anche la possibilità di utilizzare lo scalo di Grazzanise, sul quale continuano le valutazioni per un eventuale sviluppo futuro.

Novembre sarà dunque un mese cruciale per il principale aeroporto della Campania: da un lato il necessario intervento di ammodernamento della pista, dall’altro la sfida di limitare i disagi per passeggeri, lavoratori e operatori del settore.

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Redazione Internapoli
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