HomeCronacaLancio di smartphone nel carcere di Aversa, bloccato dagli agenti

Lancio di smartphone nel carcere di Aversa, bloccato dagli agenti

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Erano in procinto di lanciare oltre il muro di cinta del carcere una busta contenente quattro mini cellulari e cinque smartphone e altrettante schede sim, cavi usb e caricabatterie, le due persone inseguite, una delle quali bloccata dalla polizia penitenziaria della casa di reclusione di Aversa mentre quella fuggita è stata riconosciuta dagli agenti come un ex detenuto. I cellulari, se fossero stati lanciati, sarebbero finiti nell’area destinata al passeggio dove i detenuti avrebbero potuto prelevarli e introdurli nell’istituto penale.

Con professionalità, prontezza e spirito di servizio, il personale della polizia penitenziaria si è reso protagonista di un’importante operazione finalizzata a contrastare l’introduzione di materiale illecito all’interno dell’Istituto“, commenta Angelo Palumbo, delegato Uspp della provincia di Caserta, che aggiunge: “Ancora una volta, la professionalità degli agenti dimostra di essere un presidio fondamentale per la sicurezza degli istituti e della collettività“.

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Detenuto gira per il carcere di Secondigliano con 5 panetti di droga, arrestato

Aveva addosso mezzo chilo di hashish suddiviso in cinque panetti, il detenuto arrestato dalla Polizia Penitenziaria nel carcere di Secondigliano. Lo rende noto l’Uspp. Gli investigatori non escludono che l’uomo si sia reso disponibile per trasferire la sostanza stupefacente da una parte all’altra della casa circondariale, sfruttando la sua libertà di circolazione in quanto detenuto-lavorante. “L’operazione, – spiegano il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio – che è stata coordinata dal comandante Gianluca Colella, ha impedito che un consistente quantitativo potesse circolare all’interno del carcere“.

L’Uspp, che esprime apprezzamento per l’arresto e il sequestro, sottolinea, ancora una volta, “l’importanza dell’azione quotidiana degli agenti impegnati a garantire la sicurezza degli istituti di pena, un’azione fondamentale svolta quotidianamente dalla penitenziaria”.   “Gli agenti però – ricordano i due sindacalisti – operano in condizioni difficili e con organici non sempre adeguati, e ciononostante continuano a garantire un presidio di legalità fondamentale per la sicurezza dell’istituto e della collettività”.

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