Stangata contro il gruppo di Casoria del clan Moccia
Stangata contro il gruppo di Casoria del clan Moccia

Una vera e propria stangata per il capoclan, condanne ridotte invece per gregari ed affiliati. Questo il riassunto della sentenza emessa poco fa dal Gup del Tribunale di Napoli, dott. Battinieri, a carico di diversi esponenti del clan Moccia. Alla sbarra c’erano Tortora Renato ed altri soggetti imputati per associazione a delinquere di stampo mafioso e plurimi episodi estorsivi. Accolte quasi in toto le richieste dei Pm della DDA Scarfò e Fulco, anche se non sono mancati dei colpi di scena con condanne al ribasso per quelli che erano considerati partecipi del sodalizio capeggiato dal Tortora.

Quest’ultimo ha incassato 18 anni (richiesta pm 18 anni); Tortora Enrico condannato a 9 anni e 4 mesi (richiesta del Pm a 14 anni); Tortora Pietro condannato a 6 anni e 8 mesi (richiesta del Pm 10 anni e 6 mesi); Mauro Rosa condannato a 4 anni e 6 di reclusione (richiesta del p.m. 10 anni di relcusione) difesa dagli avvocati Dario Carmine Procentese e Sergio Lino Morra. 
Ambrosio Domenico condannato ad 8 anni di reclusione (richiesta del p.m. 9 anni di reclusione) difeso dagli avvocati Mauro Molinengo e Dario Carmine Procentese;
Tuccillo Domenico condannato ad 8 anni di reclusione (richiesta del p.m. 8 anni di reclusione) difeso dall’avvocato Procentese; Spagnoli Antonio condannato a 6 anni di reclusione (richiesta del p.m. anni 12 di reclusione) difeso dall’avvocato Procentese;
Migliozzi Luigi riconosciuta l’attenuante della collaborazione e le attenuanti generiche condannato alla pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione difeso dall’avvocato Sergio Mazzone;
Caputo Lucio, riconosciute le attenuanti generiche (senza il riconoscimento dell’attenuante della collaborazione) condannato alla pena di 5 anni di reclusione, difeso dall’avvocato Clelia Soscia; Urgherait Gianni conannato alla pena di 9 anni e 8 mesi di reclusione (richiesta del p.m. anni 12 di reclusione) difeso dagli avvocati Ciro della Torre e Procentese;
Ferrara Gennaro condannato alla pena di 9 anni e 8 mesi di reclusione (richiesta del p.m. anni 12 di reclusione) difeso dall’avvocato Attilio Panagrosso; Verola Mauro assolto (richiesta del p.m. anni 10 di reclusione) difeso dall’avvocato Carlo Ercolino;

Cervo Vincenzo condannato a 14 anni di reclusione in continuazione con altra sentenza per la quale risulta espiata la pena di 8 anni aumento in continuazione di anni 6, (richiesta del p.m. anni 10 senza il riconoscimento del vincolo della continuazione), difeso dagli avvocati Michele Caiafa e Procentese; Scognamiglio Cristian condannato alla pena di 10 anni di reclusione (richiesta del p.m. anni 11 di reclusione difeso dall’avvocato sergio lino morra; Maugeri Emanuele condannato a 8 anni di reclusione (richiesta del p.m. anni 10 di reclusione) difeso dagli avvocati Dell’Orfano e Procentese; Mosca Francesco condannato alla pena di 7 anni di reclusione (richiesta del p.m. anni 8 di reclusione) difeso dall’avvocato Viviana Mingione;

Scafuro Girolamo condannato alla pena di 2 anni e 4 mesi (richiesta del p.m. anni 4 mesi 6) difeso dall’avvocato Enrico Capone; Vaccaro Omar condannato alla pena di 2 anni  e mesi 4 di reclusione (richiesta del p.m. anni 4 di reclusione) difeso dall’avvocato Angelo Mastrocola; Franzese Ciro condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione (richiesta del p.m. anni 4 di reclusione) difeso dall’avvocato Nunzio Limite; Scarpa Raffaele condannato ad anni due di reclusione (richiesta del p.m. anni 3 mesi 6 di reclusione) difeso dall’avvocato Mauro Zollo.

I fatti 

Secondo la ricostruzione accusatoria, dal gennaio del 2018 il gruppo di Tortora Renato si era impadronito della città di Casoria, dopo una dura scissione interna con lo storico affiliato Iodice Pietro del clan moccia noto come Pierino ‘a siberia;
Decisiva per l’inchiesta erano le captazioni ambientali mediante il cd. troyan installato sul cellulare in uso al tortora renato che ha permesso di registrate le numerose estorsioni consumate dal gruppo;
Decisive inoltre le dichiarazioni di Migliozzi Luigi noto come ‘o pacchian per il quale è stata riconosciuta l’attenuante della collaborazione. Quanto all’altro collaboratore di giustizia, Lucio Caputo, infine, il giudice pur concedendo le attenaunti generiche non ha riconosciuto l’attenuante della collaborazione, accogliendo una richiesta specifica dell’avvocato Dario Carmine Procentese il quale aveva palesato diversi dubbi sulla genuinita’ delle dichiarazioni del caputo eccessivamente appiattite (prive di spunti) al contenuto dell’ordianza di custodia cautelare.

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