Alessandro Giannelli ha deciso di collaborare con la giustizia e questa sua decisione potrebbe infliggere un pesante colpo all’Alleanza di Secondigliano. Secondo l’indagine della DDA di Napoli, l’ex boss di Cavalleggeri sarebbe stato in contatto, nonostante la sua detenzione nel carcere di Voghera, con Paolo Abbatiello, reggente del clan Licciardi tramite il ras Luigi Carella. Nel settembre 2022 sono state intercettate alcune conversazioni tra Giannelli e Gigino ‘a Gallina, durante le quali quest’ultimo avrebbe tentato placare le tensioni tra le organizzazioni criminali della mala Flegrea.
Il detenuto si sarebbe lamentato con il ras della Masseria Cardone dell’aggressione subita da un suo parente da parte del clan Esposito: “Ma tu quando vai pure da lui, digli che non voglio sapere niente, hanno picchiato a mio nipote con le mazze da baseball Giggino, non è che gli ha dato quattro, cinque schiaffi, e va bene gli ha dato quattro, cinque schiaffi, ma no, quello lo sapeva bene che era mio nipote, l’ha picchiato con le mazze da baseball, ma la cosa più sporca che lo stanno abbandonando tutti quanti, a quei tre mongoloidi che teneva, chi mi ha fatto la videochiamata oggi a piangere, chi ha mandato la moglie a piangere di qua…..pensa un poco, quella è la cosa più schifosa, ma proprio per farlo rendere conto che io…io sono stato troppo uomo, io potrei dire anche tu te ne devi andare pure da Bagnoli, ma statti a Bagnoli, ma non ti muovere….là non prendi niente più…che ti disse lui ?”.
Da Posillipo a Cavalleggeri, i clan satelliti dell’Alleanza di Secondigliano
L’Alleanza di Secondigliano è una galassia criminale che si espande in diversi quartieri della città partenopea. Infatti la terza fase dell’indagine della DDA di Napoli svela i rapporti tra il reggente del clan Licciardi, Abbatiello, e le fazioni alleate. Le famiglie Esposito di Bagnoli, i Giannelli di Cavalleggeri e i Mendozza di Posillipo sono ritenute vicine alla Masseria Cardone. Il 2 dicembre 2025, i carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere nei confronti di 19 persone, di cui 5 già detenute per altra causa, tra cui il capo clan, mentre altre 2 sono finite agli arresti domiciliari.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, retta da Nicola Gratteri, nei confronti di 21 persone accusate di associazione di tipo mafioso, estorsioni, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, ricettazione ed evasione, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.
Da Posillipo a Bagnoli, i clan satelliti dell’Alleanza di Secondigliano
