HomePolitica localeL'immobile del clan Giuliano diventa rifugio per le donne vittime di violenza

L’immobile del clan Giuliano diventa rifugio per le donne vittime di violenza

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Oggi le donne vittime di violenza potranno trovare accoglienza a ‘Casa Partenope’, una casa rifugio realizzata in un bene confiscato alla criminalità organizzata. L’iniziativa rientra nell’azione avviata dall’amministrazione comunale volta alla restituzione alla collettività del patrimonio sottratto alla criminalità per scopi di riuso sociale.

Il bene è stato confiscato nel 2013 ad un esponente del clan Giuliano ed è stato assegnato alla cooperativa sociale Prodoos che, a febbraio 2024, ha stipulato la convenzione con il Comune, dando il via ai lavori di riqualificazione e all’accreditamento regionale.
Oggi è una bella giornata che sancisce una nuova restituzione alla cittadinanza di un bene sottratto alla criminalità e riutilizzato per finalità pubbliche“, ha sottolineato l’assessore con delega alla Legalità, Antonio De Iesu.

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Le case rifugio per le donne

Ad oggi, sono tre le case rifugio realizzate e destinate ad accogliere donne vittime di violenza, due le case di accoglienza per donne vittime di tratta e richiedenti asilo, cinque quelle di semiautonomia per donne fuoriuscite dalla violenza. A cui si aggiungono un hub dei servizi e delle culture, percorsi formativi di avviamento al lavoro, un bistrot solidale e un orto giardino solidale. È in fase di studio, un analogo progetto rivolto alle persone vittime di discriminazioni sessuali.

Qui potremo accogliere donne e bambini vittime di violenza – ha evidenziato Raffaella Ruocco, rappresentante Prodoos – restituendogli il diritto a un luogo sicuro in cui vivere e crescere e lo facciamo in un bene confiscato dando un ulteriore valore sociale. Lavoreremo in rete con i servizi sociali, le forze dell’ordine, i Cav perché riteniamo che sia il metodo che favorisce una presa in carico integrata della donna“.
All’inaugurazione ha partecipato anche la presidente del Consiglio comunale, Enza Amato, che ha parlato di “un altro tassello che testimonia con interventi concreti la visione integrata che l’amministrazione ha sul tema del riutilizzo”.

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