La moglie di Lino Apicella entra in polizia: Giuliana seguirà le orme del marito

Giuliana Apicella

Giuliana Ghidotti, moglie di Pasquale Apicella, il poliziotto morto in servizio lo scorso aprile mentre inseguiva una banda di rapinatori, entra in Polizia frequentando un corso riservato ai familiari delle vittime del dovere presso la Scuola Allievi di Caserta. Insieme ad altri otto familiari di agenti morti in servizio, la moglie di Lino Apicella continuerà a portare la divisa che l’agente napoletano ha onorato fino a quella maledetta notte. La vita del giovane poliziotto fu spezzata via da un’auto di rapinatori in fuga. “La speranza è riuscire a portale la divisa a cui lui ha creduto fino alla fine” ha dichiarato la neo allieva Giuliana Ghidotti.

Intanto giungono le prime novità dal processo per la morte dell’agente Lino Apicella, investito e ucciso mentre era in servizio. Nel corso della prima udienza dove è imputata la banda di rapinatori, è emerso che l’auto andava a 140 chilometri orari. La loro auto era in accelerazione non in frenata. Da come emerge la banda era in controsenso ed era riuscita a seminare già un paio di vetture della polizia, speronandole e gettando oggetti contundenti dal finestrino (una chiave inglese o una ruota di scorta). Pensavano di aver guadagnato una via di fuga, ma dinanzi a una terza auto della polizia, si sono trovali di fronte a una scelta.

La polemica

Non mancano le polemiche sui social: «Sicuramente è una cosa giusta – scrive Luigi su Facebook – ma in Italia esistono i concorsi o mi sbaglio?» e continua: «Io faccio il tassista, se mio figlio lo voglio far lavorare sul mio taxi deve superare esame dei requisiti e avere abilitazione e se non supera non può lavorare. Ecco in Italia due pesi e due misure». Intanto il Comune di Napoli dichiara di essersi costituito parte civile contro i malfattori.

Morte Lino Apicella: le prime perizie

Tutto emerge dalla perizia dell’ingegnere Fabio Manfredi, che firma una consulenza di sessanta pagine sullo schianto di via Calata Capodichino. Tre cittadini rom sono imputati per omicidio volontario, indicati come responsabili della morte del poliziotto. Un documento che riguarda la velocità delle due auto che si sono scontrate: quella della polizia (una Seat Leon), che viaggiava a 79 chilometri orari; la Audi Rs usata dai tre rom viaggiava controsenso e a fari spenti alla velocità di 140 chilometri orari. Un impatto catastrofico, anche perché dall’analisi tecnica del ctu della Procura non c’è alcun segnale di rallentamento.

Sono imputati per la morte di Apicella Fabricio Had2ovic, 40 anni  l’autista dell’Audi A6 che si è scontrata a tutta velocità contro la «Pantera» della Polizia sulla quale si trovata Pasquale Apicella; poi gli altri due passeggeri dell’auto rubata, vale a dire Admir Hadzovic, 27 annie il 39 enne Igor Adzovic; l’ultimo componente della banda, il 23enne Renato Adzovic è sotto inchiesta per reati cosiddetti minori (furto, danneggiamento, rapina). Difesi dall’avvocato napoletano Gennaro Razzino, sia la moglie che i genitori di Pasquale Apicella si sono costituiti parte civile.