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Lo show social dell’assessore Paolo Russo, bacchetta i giuglianesi ma dimentica la Teknoservice

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Video, segnalazioni e denunce pubbliche. Da quache tempo l’assessore all’Ambiente del Comune di Giugliano, Paolo Russo, utilizza i social network per pubblicare filmati che documentano conferimenti errati dei rifiuti, sacchetti abbandonati in strada, sversamenti abusivi e gravi errori nella raccolta differenziata da parte di alcuni cittadini. Un’operazione comunicativa che punta a sensibilizzare la popolazione e a contrastare comportamenti incivili, e che trova anche il favore di chi chiede maggiori controlli, sanzioni e denunce per chi non rispetta le regole. Tuttavia, accanto a questa narrazione social, cresce una domanda che in molti pongono: perché la stessa attenzione non viene riservata anche al gestore del servizio di igiene urbana?

La raccolta dei rifiuti a Giugliano è affidata alla Teknoservice, titolare di un appalto dal valore complessivo di circa 120 milioni di euro. Un servizio che dovrebbe essere monitorato con la stessa trasparenza con cui vengono mostrati gli errori dei cittadini. Dai canali istituzionali e social dell’assessorato, però, mancano informazioni puntuali su diversi aspetti cruciali: i dati aggiornati della raccolta differenziata, il reale funzionamento dell’isola ecologica, le condizioni di salubrità delle due strutture operative, l’idoneità e lo stato dei mezzi utilizzati dalla ditta, nonché il rispetto delle normative nel cantiere della Nu.

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Domande legittime, che riguardano la qualità del servizio reso alla collettività e l’utilizzo di risorse pubbliche ingenti. Se è giusto – e doveroso – sanzionare i cittadini che sbagliano la differenziata o sversano illegalmente rifiuti, altrettanto necessario è verificare che il soggetto affidatario del servizio rispetti pienamente gli obblighi contrattuali e normativi previsti dall’appalto. Controlli, ispezioni ed eventuali sanzioni non dovrebbero essere a senso unico. La credibilità dell’azione amministrativa passa anche dalla capacità di vigilare sull’operato delle aziende che gestiscono servizi essenziali, soprattutto quando si parla di ambiente e salute pubblica.

La richiesta che emerge dal territorio è chiara: bene i controlli, le multe e le denunce contro chi sporca e non rispetta le regole, ma serve lo stesso rigore anche nei confronti di chi è chiamato a garantire un servizio efficiente e trasparente. Meno spettacolarizzazione sui social e più concretezza amministrativa, perché la gestione dei rifiuti non è una vetrina, ma una responsabilità verso l’intera comunità.

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