PUBBLICITÀ
HomeCronaca”Ma che fai ti porti tuo figlio?”, il trucco usato nella piazza...

”Ma che fai ti porti tuo figlio?”, il trucco usato nella piazza di spaccio a Scampia

PUBBLICITÀ

Uno spaccato inquietante. Un degrado morale che coinvolge, suo malgrado, anche un bambino di soli 10 anni. C’è anche questo nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luca De Micco che ha decapitato il gruppo della ‘33’ (via Anna Maria Ortese) di Scampia. Un’indagine culminata in 28 arresti eseguiti dagli uomini della squadra mobile (dirigente Giovanni Leuci) che hanno consentito di smantellare un’organizzazione capillare nata sotto l’egida degli Amato-Pagano.

”Ma che fai ti porti tuo figlio dietro?”, l’indagine sui narcos a Scampia

Tra gli episodi documentati il più inquietante è quello che vede coinvolto uno degli arrestati, Gennaro Calvino, che in più di un’occasione non avrebbe avuto alcun problema a smerciare droga sotto gli occhi del figlioletto di soli dieci anni. Il pubblico ministero scrive nel dispositivo che l’indagato avrebbe utilizzato il minore in più di un’occasione come specchietto per le allodole per eludere i controlli delle forze dell’ordine.

PUBBLICITÀ

Un modus operandi che però avrebbe incontrato le critiche degli altri appartenenti al gruppo. In una delle tante conversazioni intercettate si sente Mario Abbatiello redarguire il complice: ”Ma che fai ti porti tuo figlio dietro?”.

Il blitz a Scampia

Le persone arrestate questa mattina sono accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti , aggravata dall’essere il numero degli associati superiore a dieci e, per cinque di essi, dal metodo mafioso.

Degli indagati, 24 sono stati destinatari di ordinanze di custodia cautelare in carcere, mentre 4 agli arresti domiciliari. Le indagini hanno preso il via nel 2022, in seguito alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Rignante che per primo ha parlato dell’esistenza di una piazza di spaccio, riconducibile al clan Amato-Pagano, nella ‘33’ di Scampia

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ