Marco di Lauro entra in Questura, applausi e gioia tra elicotteri e sirene. VIDEO

Le sirene delle forze dell’ordine e l’elicottero che sorvola di via Medina: così Marco di Lauro è entrato nella Questura di Napoli. Appena il figlio di Paolo è uscito dall’auto è esploso l’entusiasmo delle forze dell’ordine che hanno esorcizzato quei momenti di tensione con gli applausi e varie manifestazione di gioia.

LE PAROLE DEI VERTICI

Poco dopo le 19 si è tenuta una conferenza stampa a via Medina in cui sono intervenuti il Questore di Napoli Antonio De Iesu, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Ubaldo del Monaco e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Pierluigi d’Alfonso.

“E’ un’iniezione di fiducia per la comunità, è un colpo alla criminalità. Un esponente di spicco ancorché ridimensionato ha bisogno di essere sul posto. Una vita ordinaria in cui bisogna mimetizzarsi. Non aveva spazio nemmeno per muoversi, c’è stata una fibrillazione sulle attività tecniche. Non è improbabile il coinvolgimento di insospettabili e incensurati” ha detto de Iesu.

“E’ un clan forte e struttura. Sicuramente l’attività che seguirà alla cattura, riguarderà la rete di fiancheggiatori e verificare affiliazioni. Tutto sarà oggetto di approfondimenti. Nessuno resta in un posto per tanto tempo. Dovremo verificare la rete dei fiancheggiatori e sopratutto chi l’ho appoggiato nell’ultimo periodo e in passato” ha dichiarato del Monaco.

IL BLITZ NEL COVO

La Polizia è entrata nel nascondiglio di Marco di Lauro sorprendendolo nel covo in via Emilio Scaglione a Napoli. Il cosiddetto F4 è un mistero anche dopo l’arresto: fa discutere il cambio d’abito di F4 Sarà solo la conferenza stampa prevista tra qualche minuto a chiarire il perché del cambio d’abito di Marco Di Lauro.

 

Il figlio di Ciruzzo il Milionario, quando è stato raggiunto dalle forze dell’ordine nell’appartamento in via Scaglione dove si nascondeva, indossava un maglioncino di colore blu. Ma nelle foto in cui è stato successivamente immortalato, la maglia indossata da F4 era bianco con bordi neri. Di Lauro una volta bloccato avrebbe, infatti, chiesto ai poliziotti di darsi una sciacquata ed indossare indumenti puliti. Spiegato, dunque, il mistero. Quello che era uno dei latitanti più pericolosi d’Italia ha accettato l’arresto con serenità. Quando ha capito che oramai non c’era più nulla da fare, non ha opposto resistenza. Delusi i tanti che in questi anni avevano mitizzato la figura del giovane milionario. Marco Di Lauro non ha fatto la guerra ed anzi non ha mai pensato di farla, almeno negli ultimi tempi, In casa, infatti, gli agenti non hanno trovato armi di alcun genere.

L’omicidio della donna a Melito fondamentale per la cattura di Marco di Lauro, il retroscena: “So dov’è”

Un filo rosso lega la cattura del superlatitante Marco Di Lauro con quanto avvenuto poco prima a Melito. La cattura del boss, infatti, inizia ben prima che polizia e carabinieri varchino la porta dello stabile al civico 324 in via Emilio Scaglione a Chiaiano. Forse. Perchè la cattura della ‘primula rossa’ della camorra potrebbe essere in qualche modo legata a quanto avvenuto poche ore prima a Melito dove Salvatore Tamburrino ha ucciso la compagna per poi consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine accompagnato dal suo legale. Tamburrino è infatti indicato dagli inquirenti come un fedelissimo proprio di Di Lauro junior: un dato da non trascurare. Secondo indiscrezioni Tamburrino potrebbe aver rivelato qualcosa o fornito indirettamente agli investigatori la traccia decisiva per arrivare al suo capo. Un mosaico che dunque si è composto ben prima che le manette scattassero ai polsi di ‘F4’ da questo pomeriggio non più ‘il fantasma di Secondigliano’.

La foto esclusiva dell’arresto di Marco Di Lauro, finisce la latitanza di F4

E’ finita la latitanza di Marco di Lauro. Il figlio di Ciruzzo ‘o Milionario è stato arrestato in seguito ad un’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia. Gli uomini delle forze dell’ordine lo hanno scovato all’interno di una palazzina in via Emilio Scaglione. F4, questo il suo nome in codice nel clan, non ha opposto resistenza. Marco di Lauro ha suo carico una condanna definitiva a poco più di 10 anni per associazione di stampo mafioso e traffico di stupefacenti. Il quarto figlio del boss Paolo è stato già condannato in primo grado come mandante per l’agguato in cui perse la vita Attilio Romanò, vittima innocente di camorra.

Catturato Marco di Lauro, il figlio di Paolo si arrende alla polizia e ai carabinieri

E’ stato catturato il superlatitante Marco di Lauro, il figlio di Paolo si è reso alla polizia e ai carabinieri in via Emilio Scaglione. L’operazione congiunta è stata condotta dai carabinieri e polizia. L’elemento di spicco del clan è stato preso in uno stabile.  Marco di Lauro ha suo carico una condanna definitiva a poco più di 10 anni per associazione di stampo mafioso e traffico di stupefacenti. Il quarto figlio del boss Paolo è stato già condannato in primo grado come mandante per l’agguato in cui perse la vita Attilio Romanò, vittima innocente di camorra.

«Ma c’re a’ vinciut o’ Napule?» L’esultanze dei poliziotti per l’arresto di Marco Di Lauro scambiate per caroselli di tifosi

Il suono delle sirene delle forze dell’ordine hanno annunciato alla città di Napoli l’arrivo di Marco di Lauro alla Questura di Napoli. Due Marzo 2019: Marco di Lauro si arrende alle forze dell’ordine. E’ finita la latitanza di Marco di Lauro.  Superboss Marco Di Lauro catturato in operazione congiunta Polizia di Stato – Arma dei Carabinieri – Guardia di Finanza – coordinata dalla DDA diretta dal Procuratore Capo dr. MELILLO.

Il figlio di Ciruzzo ‘o Milionario è stato arrestato in seguito ad un’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia. Gli uomini delle forze dell’ordine lo hanno scovato all’interno di una palazzina in via Emilio Scaglione. F4, questo il suo nome in codice nel clan, non ha opposto resistenza. Marco di Lauro ha suo carico una condanna definitiva a poco più di 10 anni per associazione di stampo mafioso e traffico di stupefacenti. Il quarto figlio del boss Paolo è stato già condannato in primo grado come mandante per l’agguato in cui perse la vita Attilio Romanò, vittima innocente di camorra. Quando le sirene delle pantere hanno attirato l’attenzione della gente in strada, in pochi hanno capito cosa stesse accadendo. Tanti quelli che si sono chiesti se si trattasse di caroselli festosi, legati in qualche modo alle vittorie del Napoli. Ed invece non si trattava della vittoria dei ragazzi di Carlo Ancelotti contro la Juventus (per quella bisognerà aspettare domani), ma del successo dello Stato nei confronti della Camorra.