Mazzata al clan. Arrestato “Peppe ‘a lutamma”, nei guai altri 2 per estorsione

I Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, ad ulteriore
riscontro di una pregressa attività investigativa, coordinata dai magistrati della Procura
della Repubblica di Napoli – DDA e terminata nel febbraio 2017 con l’applicazione di 45
provvedimenti restrittivi, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in
carcere emessa su richiesta della stessa D.D.A., nei confronti di Verrone Giuseppe, inteso
“peppe a lutamm” 34enne, affiliato clan dei casalesi fazione “Schiavone – Venosa”, già
detenuto presso la casa circondariale di Nuoro.

Nell’ambito della medesima attività investigativa sono stati inoltre deferiti, in stato di
libertà, anche altri due soggetti vicini al sodalizio criminale. L’indagine, condotta nel maggio
2017 dall’Aliquota Operativa del citato reparto, attraverso le attività di riscontro alle
informazioni raccolte e la testimonianza delle vittime di estorsione, ha consentito di
cristallizzare gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in ordine a due episodi di
estorsione aggravata dal metodo mafioso, commessa per agevolare il clan dei casalesi
fazione Schiavone Venosa.

In particolare si fa riferimento al tentativo di estorsione perpetrato nei confronti di un
imprenditore edile di San Cipriano d’Aversa al quale tra la fine dell’anno 2014 e l’inizio del
2015 sarebbe stata richiesta la somma di 1500/2000 euro per poter proseguire con i lavori
di costruzione di un’abitazione in Via Acquaro di San Cipriano d’Aversa e ad una
seconda estorsione posta in essere in danno di un installatore di slot machine costretto a
versare agli indagati la somma complessiva di 1000 euro nel periodo marzo-aprile 2015 al
fine di poter installare le proprie apparecchiature d’intrattenimento presso gli esercizi
commerciali ubicati nel territorio di egemonia del clan.