Francesco Bara ‘mecchei’ era nel mirino dei gruppi della Sanità. La ‘testa di legno’ dei Lo Russo nel quartiere era malvisto dai gruppi ‘autoctoni’, era infatti considerato un invasore. Ben prima di essere ucciso a fine dicembre del 2012 Bara rimase vittima di un altro attentato a maggio di quell’anno, attentato a cui scampò miracolosamente. Raid per cui sono indagati Antonio Genidoni, Francesco Spina e il collaboratore di giustizia Alfredo Sartore che ha spiegato:

«Francesco Bara, che non era ritenuto più in grado di guidare adeguatamente il gruppo, e da sempre considerato un “intruso” , essendo di Marianella e non del quartiere. Dietro tale progetto vi era comunque il desiderio di Antonio Genidoni di assumere la guida del gruppo alla “Sanità”. Lo stesso mi disse che il progetto era anche sostenuto da qualche amico di Pierino Esposito, che una volta uscito dal carcere, avrebbe potuto condividere la guida delle attività illecite. Dopo qualche giorno Antonio mi chiese di accompagnarlo a casa di tale “Giovanni il porco” del gruppo Abbinante di Secondigliano; Genidoni si appartò con tale Giovanni e mi riferì di aver parlato anche con lui di questa questione, ricevendone appoggio. L’agguato doveva essere realizzato subito dopo Pasqua del 2011; il gruppo di fioco era costituito da Antonio Genidoni, che avrebbe sparato, e da Spina Francesco, nipote di Dora Spina che avrebbe condotto il motorino a bordo del quale sarebbe stata compiuta l’azione. Del gruppo avrebbero fatto pane anche tali Daniele e Massimone entrambi di via Miracoli, con compiti di supporto logistico». Sartore parla poi delle modalità organizzative dell’agguato e di come questo sia poi fallito raccontando anche che Genidoni, su cui erano caduti i sospetti, alla fine negò di aver preso parte a quel raid:«Bara si accorse dell’imminente agguato, e dopo aver subito il primo colpo, riuscì ad intraprendere una colluttazione con Genidoni che continuava a sparargli anche mentre era a temi, colpendolo alla testa ed al braccio. Il Bara comunque lo stesso riuscì ad alzarsi e fu accompagnato in ospedale da un ragazzo su un motorino che ivi transitava. Lo Spina ed il Genidoni erano travisati con caschi integrali, ed erano convinti di essere riusciti ad ammazzarlo.

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