Roulette russa finita nel sangue: solo 8 anni all’assassino di Marco Mongillo

La corte di Appello ha ribaltato la sentenza di secondo grado nel processo che vedeva Antonio Zampella come unico imputato per la morte di Marco Mongillo, il pizzaiolo 20enne di Caserta rimasto vittima di un gioco, una sorta di roulette russa, finito male. Dai 19 anni, comminatigli nel processo di primo grado, la corte d’appello di Santa Maria Capua Vetere ha portato la pena a 8 anni e 4 mesi.

Ai genitori di Marco, costituitisi parte civile anche in secondo grado, il condannato dovrà pagare una somma di poco superiore ai 5mila euro. Tra 90 giorni sarà molto più chiara la dinamica ricostruita dalla Corte che ha notevolmente ammorbidito la pena per il giovane protagonista della tragedia di 2 anni e mezzo fa.

Non sarebbe stato omicidio volontario, ma colposo. E quindi, la condanna per l’assassino è stata dimezzata. Perché Zampella non voleva uccidere l’amico, Marco Mongillo, ma con quella pistola in mano voleva scherzare e spaventare quello che era un suo amico dai tempi dell’infanzia: questa – sommariamente – la ricostruzione dell’accaduto.