Morto dopo una capriola, in migliaia nel Santuario di Pompei per l’addio a Pasquale Manzo

Si sono svolti ieri nel Santuario della Madonna di Pompei i funerali di Pasquale Manzo,il giovane che ha perso la vita a soli 14 anni in un tragico incidente avvenuto qualche giorno fa in Algeria. Migliaia di persone, non solo amici e parenti, hanno gremito il Santuario per dare l’ultimo saluto a Pasquale. Una morta che ha lasciato sgomenta l’intera comunità di Pomepi. Pasquale frequentava la prima classe, sezione c, del Liceo Ernesto Pascal.

Il preside, il corpo docenti e tutti gli alunni dell’istituto erano presenti al funerale del 14enne di Pompei, tifosissimo del Napoli

Il ragazzo era anche il nipote del vicesindaco Carmine Massaro. Una lunga lettera di solidarietà e cordoglio è arrivata anche dal primo cittadino, Pietro Amitrano. Il sindaco non ricorda solo Pasquale, ma anche Davide Natale, morto a Fuorigrotta schiacciato da un albero (crollato a causa del maltempo), a Fabiano Mazzetti che ha perso la vita in fabbrica a 20 anni e infine a Gabriele Caccavale, che è morto a 16 per un malore mentre giocava a calcetto.

La lettera

Queste le parole del sindaco, riportate da Il Fatto Vesuviano: «È insostenibile il dolore che proviamo tutti, in questo momento. È insostenibile il pensiero che un ragazzo di quattordici anni possa pagare un prezzo così alto alla fatalità. Pasquale era un figlio di Pompei, il suo volto era il volto dei nostri figli. I suoi sogni erano i sogni dei ragazzi nati e cresciuti nella nostra città. I nostri ragazzi».

«Non ci sono parole per giustificare, accettare, comprendere, tragedie così. E allora la speranza rimane solo quella che il sorriso di Pasquale, ogni suo desiderio, continui a vivere nei ragazzi come lui, nei suoi amici, in quanti lo hanno conosciuto e amato. Abbiamo una sola possibilità per fare in modo che Pasquale, ma anche Davide (scomparso a Napoli qualche giorno fa, per un altro incidente assurdo), possano rimanere tra noi: vivere nel loro ricordo, vivere per loro, dentro ogni risata, ogni gioco, ogni attimo del loro essere ragazzi senza alcuna paura del futuro. Dobbiamo provarci. Dobbiamo pensare che da oggi la nostra vita sarà vissuta anche per loro, per i ragazzi di Pompei che ci hanno lasciato. Per Pasquale, Davide, Fabiano, Gabriele. Noi vivremo anche per voi. E non vi dimenticheremo mai».