Motorino rubato alla moglie del boss:«Fui convocato, erano tutti armati, ecco chi c’era»

Un motorino rubato a Dora Staterini, questo bastò per mettere in riga tutti i ladri del rione Sanità che furono costretti a fare una colletta per restituire il maltorto. Tutto perchè la Staterini altri non era che la moglie di Patrizio Vastarella, boss del gruppo delle Fontanelle. L’episodio è stato raccontato ai magistrati dal pentito Rosario De Stefano:«In seguito al furto di un ciclomotore di proprietà della moglie di Patrizio Vastarella, Dora Staterini, fui nuovamente convocato da Patrizio perché si diceva che ero stato io. Andai in un basso delle Fontanelle in cui c’era-no tutti i componenti del clan ed erano tutti armati. Ricordo che alcune armi si trovavano in un mobiletto collocato sotto la finestra. Erano presenti Patrizio Vastarella, Lello Topo, Girolmo, Antonio Vastarella, Vittorio Vastarella, Peppe Vastarella, Fabio Vastarella, Mikel e Capocella. Il motivo per cui erano armati era perché temevano una reazione da parte dei Sequino avendo percosso (i Vastarella) un certo “Tonino zeppolla anguil-la”, appartenente ai Sequino, perla vicenda del ciclomotore. Evidentemente i rapporti tra i Vastarella e i Sequino si stavano sfilacciando».