HomeCronacaMuore detenuto di Poggioreale, l'appello della famiglia: "Verità sul decesso di Luigi"

Muore detenuto di Poggioreale, l’appello della famiglia: “Verità sul decesso di Luigi”

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Detenuto nel carcere di Poggioreale muore in ospedale dopo alcuni giorni di agonia a seguito di un malore, la sorella denuncia: «Ci hanno comunicato tutto con notevole ritardo e non sappiamo cosa sia successo né quali sia la causa del decesso. Per questo, vogliamo sapere la verità». Protagonista suo malgrado della vicenda è Luigi Pesce, 54 anni, detenuto dallo scorso giugno al Padiglione Salerno del Giuseppe Salvia a seguito di una condanna a 5 anni e 6 mesi per detenzione di stupefacenti e un tentativo di corruzione agli agenti che l’avevano bloccato. Contattata da InterNapoli.it Cristina Pesce, la sorella di Luigi, originario del Borgo di Sant’Antonio Abate, ha tanti dubbi e vuole vederci chiaro sulla fine di suo fratello. «Sappiamo poco o nulla su quello che è accaduto a Luigi ed ora, oltre al dolore della sua morte, abbiamo l’angoscia dovuta ad una certa mancanza di spiegazioni dettagliate». Cos’è che non torna alla famiglia, perché dice di essere all’oscuro di tanti particolari? A riassumere le cose, fornendo la sua versione dei fatti, è la stessa Cristina Pesce.

«Abbiamo soltanto appreso che nella mattinata di mercoledì della scorsa settimana Luigi è stato portato all’ospedale Cardarelli a seguito di un malore (forse una embolia o un ictus ndr.) e si è reso necessario il ricovero. Però sapete quando ci è stato riferito dell’accaduto? Soltanto la sera, dopo diverse ore, quando le forze dell’ordine sono venute da me a casa». Luigi Pesce è poi morto nelle prime ore del mattino di sabato per l’aggravarsi delle sue condizioni.

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«Il giovedì, il venerdì e il sabato, giorno della morte, sia io che mia figlia, la nipote di Luigi, ci siamo recate al Cardarelli per sapere come stesse mio fratello ma in tutto questo tempo non siamo riusciti a vederlo neppure una volta» continua Cristina. Ma non è tutto perché anche in questo caso la notizia del decesso di Luigi Pesce sarebbe arrivata in ritardo ai congiunti stando a quanto dice Cristina. «Anche in questo caso non ci hanno avvisato subito e quando l’hanno fatto non è che le incertezze siano svanite, tutt’altro e quindi ribadisco la richiesta: cosa è successo? Luigi come è morto?».

Il 54enne nei giorni antecedenti alla morte sarebbe stato sottoposto agli esami per attestare una eventuale infezione da Coronavirus (che ha interessato anche alcuni medici del Cardarelli). «Ma l’esito è stato negativo e quindi mio fratello non è morto per quello. Lui soffriva di epilessia e ai bronchi però non se ciò sia riconducibile alle cause della morte», risponde Cristina. Una precisazione, visto il particolare momento e la delicatezza della vicenda: la storia si sarebbe sviluppata interamente nei giorni precedenti la rivolta che ha visto protagonisti, soprattutto da domenica scorsa in poi, migliaia di detenuti in diverse carceri italiane compresi quelli del Giuseppe Salvia di Poggioreale e dunque una possibile spiegazione della mancata comunicazione alla famiglia di Luigi Pesce come conseguenza del caos delle rivolte andrebbe almeno per il momento esclusa.

Sul corpo di Luigi Pesce è stata disposta l’autopsia il cui esito sarà, come spesso accade, determinate per conoscere la verità. «L’attendiamo con trepidazione, in questo modo contiamo di fugare ogni dubbio. Avremmo voluto anche far effettuare un’autopsia di parte ma le risorse per chiamare un medico non ci sono. Resta l’amarezza per questa mancanza di comunicazione» aggiunge Cristina che con la famiglia ha nominato come proprio legale l’avvocato Raffaele Imparato.

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