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giovedì, Luglio 7, 2022
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Droga per i clan di Napoli est, arriva la stangata per i Reale


Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, trasporto, commercializzazione e vendita di sostanza stupefacente. Sono ras e gregari della mala di Napoli est, i Reale del rione Pazzigno, per i quali è arrivata in serata un’autentica stangata. Le indagini, poi tradottesi nelle ordinanze di custodia cautelare eseguite nell’agosto del 2019, consentirono di ricostruire l’operatività del clan Reale, con particolare riferimento alla gestione delle piazze di spaccio che costituisce una delle ragioni del ventennale scontro tra il clan Rinaldi-Reale e il clan Mazzarella. Tra le condanne più pesanti spiccano i ventotto anni per Salvatore Nurcaro, ritenuto uno dei capi e promotori dell’associazione riconducibile al clan Reale; Nurcaro, nel pomeriggio del 3 maggio 2019, rimase vittima, in piazza Nazionale, di un agguato nel corso del quale fu ferita la piccola Noemi.

Le altre condanne:  mazzata per i Reale del Pazzigno

Tra le altre condanne vi sono poi i trent’anni per Mario Reale, Antonio Reale(classe 1990), 27 anni e tre mesi per Pasquale Reale, 26 anni per Patrizio e Vincenzo Reale, due anni per Mario e Antonio Nurcaro, 13 anni per Raffaele Nurcaro, 13 anni per il ras dei Rinaldi Raffaele Oliviero, 16 anni per Giuseppe Limatola, 16 anni per Ciro Grandioso, 16 anni per Luigi Luongo, 16 anni per Vincenzo Morra e Claudio Riccardi. L’unico assolto è stato Francesco Rinaldi: l’uomo era difeso dall’avvocato Salvatore Impradice . Dalla lettura delle carte e dalle intercettazioni emerse chiaramente il proposito vendicativo di ‘cacciuottolo’ spalleggiato dai vertici del rione Pazzigno e dai Rinaldi dopo l’agguato subito. Come scoperto dagli uomini della squadra mobile fu un vero e proprio summit a casa di Nurcaro a cui parteciparono i Reale e un esponente della famiglia Rinaldi. Questo perchè Nurcaro non era tranquillo: il giovane ras aveva infatti saputo dalla sua compagna, residente al Pallonetto di Santa Lucia e vicina agli Elia, che “erano venute delle motociclette giù da me”.

La lettura dell’ordinanza: il proposito di vendetta di Nurcaro dopo l’agguato di piazza Nazionale

Nemmeno le raccomandazioni del padre di Nurcaro (in cui l’uomo invitava il figlio “ad aspettare” e di “non farsi vedere in giro”) avevano bloccato le trame di vendetta del giovane che non aveva precisato al padre i nominativi dei presenti alla riunione se non quello di Vincenzo Reale ‘a patana. Il summit, a cui parteciparono Antonio Reale, Francesco Rinaldi e Pasquale Reale doveva appunto ‘preparare’ la risposta di Nurcaro che, dopo le rivelazioni della sua compagna, aveva inoltre appreso che il padre era stato avvicinato da un soggetto, vicino ai Formicola, che gli aveva confidato che se il figlio avesse continuato con quell’atteggiamento avrebbe rischiato l’eliminazione. Lo stesso padre di Nurcaro consigliò più volte al figlio di fare attenzione:«Il padre di questo non è uno scemo, non è che il padre di questo è uno scemo per mandare l’imbasciata. Come dire:senti, Torore, diglielo che non si muovono perchè questo se lo fa». Nell’ordinanza si ipotizza che il soggetto incaricato di portare l’imbasciata a Nurcaro fosse Stanislao Marigliano che, come anticipato da Internapoli, fu vittima di un fallito agguato a fine maggio.  Secondo le ultime informative due uomini, in sella ad un ciclomotore e con volto coperto da casco integrale stavano per esplodere colpi di pistola contro l’uomo che sarebbe riuscito a raggiungere il palazzo dove abita in tutta fretta non dando tempo e modo ai sicari di sparare. Stanislao Marigliano è un volto conosciuto alle forze dell’ordine: oltre ad essere padre di Antonio è il nonno di Stanislao Junior lo stesso che, qualche settimana prima, era stato pestato da Salvatore Nurcaro.

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