L’omicida di Fortuna Bellisario torna a casa ai domiciliari. Vincenzo Lo Presto è tornato a casa della madre, agli arresti domiciliari, dopo soli due anni in carcere. Il 43 enne è colpevole di omicidio preterintenzionale nei confronti della moglie, Fortuna Bellisario, che all’epoca dei fatti aveva solo 36 anni. . Un omicidio che  fatica ad essere dimenticato per l’efferatezza fuori dal normale con cui è stato compiuto. Lo Presto infierì sulla vittima a colpi di stampella finché la moglie non esalò l’ultimo respiro, il tutto mentre i tre figli minori erano a casa della nonna.

L’omicidio di Fortuna Bellisario

Era il 7 marzo del 2019 quando Fortuna Bellisario, madre di tre bambini di 7, 9 e 11 anni, venne brutalmente assassinata dal marito, Vincenzo Lo Presto. I due vivevano nel rione Sanità di Napoli. L’uomo picchiò la moglie con una stampella che stava usando per un problema di deambulazione. Subito dopo il pestaggio, chiamò i soccorsi, sperando forse di riuscire a salvare la moglie, ma per la vittima non ci fu nulla da fare. La donna venne trovata ormai senza vita in un lago di sangue. L’efferato delitto sconvolse il quartiere partenopeo in cui i due coniugi vivevano con i loro figli, che quella mattina del 7 marzo erano a casa dei nonni.

Concessi i domiciliari a Vincenzo Lo Presto

Come riferisce anche Il Meridianonews, i giudici hanno derubricato il reato da omicidio volontario a preterintenzionale. Così, dopo due anni di carcere, sono stati concessi gli arresti domiciliari a Vincenzo Lo Presto. L’uomo sconterà la pena presso la casa di sua madre a Mianella. Una decisione che ha scatenato forti tensioni nel quartiere Sanità, dove la vittima viveva insieme al marito e ai figli. Quando Fortuna Bellisario morì, l’esame autoptico confermò che la donna aveva subito botte e violenze anche nei giorni precedenti al delitto.

La vittima presentava infatti lesioni compatibili con le violente percosse subite: ciocche di capelli strappate, lividi e segni di violenza.

Dalle carte si legge che i domiciliari sono stati comminati in quanto Lo Presto non viene considerato un soggetto socialmente pericoloso, nonostante sia stato condannato a 10 anni. “Ma noi siamo sostenitori della certezza della pena, che deve essere una garanzia per le vittime, perché altrimenti è impossibile rendere giustizia. Siamo vicini a familiari di Fortuna che devono assistere a quest’ingiustizia che si consuma sotto gli occhi di tutti”. Queste le parole di Francesco Emilio Borrelli, Consigliere Regionale di Europa Verde e di Fiorella Zabatta componente dell’Esecutivo nazionale del Sole che Ride.

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