“Lo abbiamo schiattato, io ho c…tre botte”. Parlavano liberamente al telefono i membri del gruppo dei porticati di San Giovanniello, gruppo capeggiato dal 22enne Patrizio Biagi junior azzerato ieri mattina dagli uomini della squadra mobile (guidati dal dirigente Mario Grassia). Il giovane rampollo, a dispetto della giovane età, viene descritto come un tipo particolarmente violento e già con un’investitura criminale notevole tanto che i suoi amici lo chiamano ‘zio’.
In una delle tante telefonate intercettate dal carcere Bosti junior viene a sapere da Emanuele Rubino e Gennaro Diano della gambizzazione di Vittorio Sorriente, membro di una gang rivale del Quartieri spagnoli. Il commento di ‘Patriziotto’ è indicativo: “Hai fatto bene, hai guadagnato tre punti”.
Rubino e Diano figurano tra i destinatari dell’ordinanza di custodi da cautelare eseguita all’alba di ieri. Con loro anche Giorgio Marasco, Antonio Raia e Franco Messina mentre è stato disposto il divieto di dimora in Campania per Mario Serlenga e Samuele Nicosia. Su tutti però emerge la figura di Bosti junior che vantava una disponibilità di armi notevole tra cui un mitra. Particolare emerso anche da un episodio che ha visto protagonisti il cugino del giovane ras e il figlio di esponente di punta del clan Mariano dei Quartieri spagnoli.
Quest’ultimo avrebbe apostrofato malamente i Bosti dopo il litigio con uno di loro all’esterno di un noto bar di Posillipo. Nei giorni successivi il giovane commentava con un amico cosa sarebbe potuto accadere se in quel momento fosse stato presente ‘Patriziotto’: “Quello scendeva con il mitra, avrebbe fatto il guaio ma il guaio grosso. Figurati se ci stava lui…. Quello di questo vive fondamentalmente”.
Bosti jr guidava la ‘Paranza dei Porticati’, arrestati i giovani del clan Contini

