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Dai titoli di Libero agli scivoloni a La7, dalle gaffe Rai e Striscia: Napoli sotto attacco nell’emergenza Covid

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Titoli di giornali su presunti assembramenti in strada e nei quartieri popolari, come se negli altri territori italiani passassero solo le palle di fieno. Dichiarazioni di direttori di ospedali pronti a rivendicare la paternità di alcune ricerche per contrastare efficacemente il Covid-19, acquisendo toni aspri quasi vomitati contro chi è ritenuto un’eccellenza medica nostrana. Uscite infelici durante le dirette tv in studio o in collegamento dalla nostra città, poi rettificate con parole al miele chissà se realmente sentite. A 40 giorni dall’inizio del blocco in tutt’Italia, con la popolazione costretta perlopiù in casa per la diffusione del Coronavirus, una sola cosa sembra non aver conosciuto il lockdown: una certa narrazione di Napoli, frutto molto spesso di opinioni arbitrarie e ripetizioni di stereotipi che appaiono mortificanti per un intero popolo. Una dinamica che tempo fa fu ribattezzata “Sputtanapoli’’.

Un Paese, specialmente in questa fase così drammatica, deve saper guardare al futuro ma fare memoria è un esercizio altrettanto importante. Per questo ricordando qualche “simpatico’’ aneddoto con protagonista la città.

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Scontri Galli-Ascierto e il servizio di Striscia La Notizia

Virale è diventato il video dell’attacco al professor Paolo Ascierto, Medico Oncologo e Ricercatore dell’Istituto Pascale di Napoli, da parte del professor Massimo Galli, Infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano, durante la trasmissione di Rai 3 “Cartabianca’’ dello scorso 17 marzo. Ascierto in collegamento da Napoli fa riferimento al farmaco denominato “Tocilizumab’’, già utilizzato per il trattamento degli effetti collaterali di alcuni tipi di immunoterapia. L’idea, portata avanti da Ascierto e dal suo team sulla sperimentazione del farmaco anche per attenuare il Covid-19, incontra il sostegno, come ricordato dallo stesso oncologo, dei medici dell’ospedale Cotugno e dei medici cinesi che da tempo collaborano con il Pascale. La sperimentazione del “Tocilizumab’’, fra le altre cose, è riuscita a portare anche dei primi risultati, migliorando le condizioni di salute dei pazienti affetti da Coronavirus ricoverati in terapia intensiva. Galli apprezza e in nome dello spirito di unità del Paese in questa fase di pesante pandemia fa i complimenti ad Ascierto? Non proprio. La risposta dell’infettivologo milanese, anch’egli in collegamento, da Milano, appare sprezzante. «Non ci facciamo sempre riconoscere – le parole di Galli – La sperimentazione è da tempo in atto in Cina, ci sono già un centinaio di pazienti trattati in questo modo. Il primo ad utilizzarla in Italia è stato il collega Rizzi (Marco Rizzi ndr.) all’ospedale di Bergamo. Il “Tocilizumab’’ non è un farmaco antivirale, non colpisce il virus. Non esageriamo nel fare provincialismi di varia natura, è intollerabile. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e ai cinesi quello che è dei cinesi». Il giorno dopo, il 18 marzo, va in onda un servizio di “Striscia la Notizia’’ in cui Ascierto viene in pratica deriso. Si sente dire dal conduttore Gerry Scotti: «Il professore (Galli ndr.) ha scoperto che l’alunno Ascierto ha copiato, il tapino è “schinnicchiato’’, prova timidamente a reagire». Alla fine dello stesso servizio viene riproposta la famosa clip dell’ex direttore del Tg 4 Emilio Fede in cui esclama «che figura di m…». Il giorno successivo arriva la querela del Pascale a Striscia La Notizia, con il tg satirico che poi in studio con Michelle Hunziker e Gerry Scotti farà parziale marcia indietro elogiando i medici da Nord a Sud.

Le parole di Mentana

Condividendo sulla sua pagina facebook un articolo di Open, giornale online da lui fondato, in cui si riporta l’elogio di Sky News inglese all’ospedale Cotugno per i contagi zero dei medici, il direttore del Tg La 7 Enrico Mentana scrive: “A Napoli c’è anche un’eccellenza’’. Da lì a pochi minuti arrivano al post del giornalista commenti indignati dei napoletani. La risposta di Mentana? “Ridicoli piagnoni che vi attaccate a un anche, imparate l’italiano. Amo Napoli più di voi evidentemente’’. Parole che invece di attenuare le tensioni, le accresce e le critiche a Mentana non si fermano.

Il titolo di Libero

Non nuovo a certe uscite non proprio carine (eufemismo!) nei confronti di Napoli, ecco che il 3 aprile arriva il titolo di Libero: “Quarantena alla napoletana’’. Poi nell’occhiello: “Ha ragione De Luca, ci vuole il lanciafiamme’’ con una foto in prima pagina che ritrae una presunta folla in strada nei quartieri più popolosi e popolari della città come la Pignasecca o il Rione Sanità, in sprezzo delle restrizioni in atto in tutt’Italia. Tra le principali osservazioni al quotidiano diretto da Vittorio Feltri c’è una ipotetica disparità di trattamento rispetto a situazioni di assembramenti più o meno simili verificatesi in altre città d’Italia da Padova a Milano, da Genova a Bologna passando per Roma.

Il Myrta-pensiero

L’8 aprile è la volta di Myrta Merlino, conduttrice napoletana della trasmissione “L’aria che tira’’ di La 7. Argomentando sulla necessità di salvaguarda dal contagio da Covid-19 il personale medico, in prima linea in questa battaglia contro il terribile virus, la Merlino ad un certo punto in diretta afferma«Per me è incredibile. Perché ci aspettavamo mai che l’eccellenza arrivasse da Napoli? La storia del Cotugno napoletano ci ha tutti sorpresi, perché al Cotugno cosa hanno fatto, hanno creato una situazione quasi da astronave rispetto all’elemento Covid». Subito dopo, come in altre occasioni, ecco la rabbia dei cittadini napoletani che non si spiegano del perché quella frase. La Merlino, appurato di cosa le sue parole hanno scatenato, pubblica un video sul suo profilo facebook chiarendo: «Amo Napoli! È la mia città! È la città del mio cuore e delle mie radici. Ma ne conosco anche i difetti, sappiamo tutti, se non siamo ipocriti, che la sanità della nostra regione e della nostra città in passato in alcuni casi non ci ha reso orgogliosi».

La “sfortuna’’ dell’inviata di Agorà

Elena Biggioggero, inviata di Agorà, trasmissione in onda ogni mattina su Rai 3, mercoledì 15 aprile è in collegamento dal Vomero. Quasi a fine servizio la conduttrice, Serena Bortone le chiede di raccontare se in strada ci siano i mitologici assembramenti. «Io ti voglio far vedere quest’immagine – dice l’inviata – Noi siamo in una zona che sarebbe pedonale, siamo qui da circa mezz’ora. C’è in realtà un passaggio di auto abbastanza numerose, abbiamo visto furgoncini». Poi quasi rammaricata, perché forse smonta l’intero impianto del pezzo da realizzare, facendo evincere una presunta eccessiva presenza nelle strade, la Biggioggero aggiunge: «Non siamo fortunati in realtà, in questo momento si stanno comportando. Non c’è nessuno, ma fino a pochi minuti fa c’era un passaggio intenso». Di nuovo polemiche, di nuovo proteste provenienti dalla città. Il giorno dopo, cioè ieri 16 aprile, la stessa inviata è in diretta dal quartiere Montesanto in cui racconta la storia della consigliera della Seconda Municipalità Angela Parlato che, assurgendo sempre e comunque al suo ruolo di insegnante, fa lezione in modo itinerante nell’area dei Quartieri Spagnoli e Montesanto andando ad aggiungere il suo impegno sociale portato avanti con il centro sociale “Sgarrupato-Damm’’. La Biggioggiero si scusa in diretta insieme alla conduttrice Bortone elogiando la solidarietà mostrata in questa fase dai napoletani.

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