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“Neomelodici esaltano la malavita”, l’accusa di Luca Abete

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Luca Abete ha realizzato un servizio per Striscia La Notizia in cui accusa alcuni neomelodici di esaltare la malavita. L’inviato Mediaset ha preso in esame l’esibizione di Gaetanino che canta della vita di un pusher in fuga dalla polizia. Sott’accusa sono finite anche le canzoni di Vmonster, Antonio Muscetti, Gaetano Cordaro e Samuele Nisi. Tutti si sarebbero esibiti alle feste dei bambini alcuni dei quali avrebbero mostrato disagio a fronte dei testi.

Abete è anche riuscito a infiltrarsi a uno di questi eventi in provincia di Cosenza dove ad esibirsi è stato Cordaro. Il neomelodico ha risposto dicendo che le sue canzoni parlano di riscatto sociale, rivalsa e affermazione. Tuttavia, l’arrivo della troupe di Striscia la Notizia ha scatenato la reazione di alcuni genitori che avrebbero circondato la troupe e offeso l’inviato della trasmissione di Antonio Ricci.

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Carcere per i cantanti neomelodici che inneggiano la camorra, la proposta di legge

Carcere per i cantanti neomelodici. E’ l’ipotesi prevista da una proposta di legge che prevede di punire penalmente, con la detenzione fino a tre anni, chi esalta in pubblico le gesta dei mafiosi, a partire proprio da quei cantanti neomelodici che esaltano nei loro testi la malavita e la criminalità organizzata, glorificando figure o episodi ad esse collegate, o che denigrano persone che lottano contro la criminalità, a partire dai pentiti.

Nella proposta di legge a firma del deputato di Avs, Francesco Emilio Borrelli, visionata dall’AdnKronos, si chiede dunque di introdurre nel codice penale una nuova fattispecie di reato: l’apologia della criminalità organizzata e della criminalità mafiosa. Un unico articolo di legge da aggiungere dopo l’art. 414.bis del Codice penale il 414-ter, dal titolo ‘Apologia della criminalità organizzata e della criminalità mafiosa’.

“Chiunque mediante spettacoli pubblici o la diffusione di testi o produzioni audio o video o attraverso i social network o qualsiasi mezzo telematico, inneggia a persone o fatti legati alla criminalità organizzata ed alla criminalità mafiosa o denigra persone distintesi per attività di qualunque tipo contro la criminalità organizzata, è punito con la reclusione fino a tre anni, salvo che il fatto non costituisca reato più grave”, si legge nel testo.

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