Neomelodico in concerto per ricordare i due morti nell’incidente, è il figlio di un boss

Giovedì prossimo 22 agosto in piazza della Libertà a Montalbano, a partire dalle ore 21.30, tutti rivolgeranno un occhio al cielo per ricordare Lorenzo Cardone e Fabiano Colucci, due giovani entrambi 19enni deceduti ultimamente in circostanze tragiche.

Una notte di agosto per ricordare i nostri Angeli con Andrea Zeta”: è questo il titolo di un memorial organizzato per ricordare i due ragazzi. Un memorial nel corso del quale si terranno momenti di sensibilizzazione ed informazione sulla sicurezza stradale, e si terrà il concerto del noto cantante neomelodico Andrea Zeta, un artista che tanto piaceva ai due giovani a cui è dedicata la serata.

Lorenzo Cardone ha perso la vita nella serata del 21 agosto 2017 in un terribile incidente stradale lungo via Gravinella, nel centro abitato di Fasano. Non aveva ancora compiuto 19 anni (li avrebbe fatti il 16 settembre).

Fabiano Colucci, invece, all’alba di domenica 18 novembre 2018 è stato trovato privo di vita all’interno del garage della sua abitazione a Montalbano. Avrebbe compiuto 20 anni il 15 maggio scorso.

La manifestazione è organizzata dalla associazione teatrale amatoriale “Gli amici di Gìiùuàannèedd di Montalbano, guidata da Mina Schiavone, con la collaborazione delle famiglie dei due giovani,  con la partecipazione anche della Associazione Vittime della strada e della Giustizia “Flavio A.” di Fasano, presieduta da Katia Schiavone, e con il patrocinio del Comune di Fasano.

Il neomelodico Andrea Zeta in concerto per ricordare

Andrea Zeta, alias Filippo Zuccaro, il suo vero nome, è un personaggio controverso in quanto figlio di Maurizio Zuccaro, esponente di spicco della famiglia Ercolano Santapaola, condannato per associazione mafiosa e all’ergastolo per diversi omicidi. Nel marzo scorso lo stesso cantante è stato arrestato con altre 14 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, porto illegale di armi, reati in materia di stupefacenti. Zuccaro è poi uscito di prigione il 10 giugno su disposizione del g.i.p. del Tribunale di Catania, che gli permetterà di affrontare il processo a piede libero. “Mio padre sta pagando, ma io che colpa ho? Ho diritto della mia vita, di vivere come tutti e invece per loro devo pagare pure io e non è giusto – aveva scritto in un’accorata lettera dal carcere ai fan –. Il mafioso vive nell’ombra non sui palchi”.