Stamattina all’aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci, la Squadra Mobile di Napoli, con l’ausilio della locale Polizia di Frontiera, ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Giuseppe Prisco, arrestato lo scorso maggio a Barcellona e resasi poi latitante, gravemente indiziata dell’omicidio di Salvatore D’Orsi, commesso a Napoli il 12 marzo 2016 e nel frattempo condannata alla pena dell’ergastolo il 28 maggio 2026 all’esito della celebrazione del rito abbreviato, sentenza che, tra l’altro, ha riconosciuto la matrice camorristica dell’omicidio e la sua premeditazione.
Il provvedimento cautelare si inquadra nelle più complesse indagini che coinvolsero a diverso titolo sette indagati, svolte, con l’ausilio delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, in relazione anche agli omicidi di Mario Volpe, avvenuto il 30 gennaio 2016, e Giovanni Sarno, avvenuto 6 marzo 2016, tutti avvenuti a Ponticelli, e posti in essere da soggetti appartenenti al clan Schisa-Minichini, all’epoca dei fatti operante nel Rione De Gasperi del quartiere Ponticelli e alleato con il clan Rinaldi-Reale di San Giovanni a Teduccio.
Questi omicidi maturarono, tra l’altro, nell’ambito di una forte contrapposizione venutasi a creare tra il clan Schisa/Minichini e i loro ex alleati del clan Sarno, a seguito della scelta, operata dai principali esponenti di quest’ultimo sodalizio, di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare ed il destinatario della stessa è presunto innocente fino a sentenza definitiva.
Innocenti uccisi a Ponticelli, sei ergastoli per killer e mandanti


