Omicidio a Qualiano:«Prima del delitto quel summit a casa Di Lauro»

L’omicidio di Federico Bizzarro, il ras di Melito ucciso in un albergo a Qualiano mentre era in compagnia della sua amante, costituisce un altro delitto eccellente la cui ricostruzione è contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare che la scorsa settimana ha interessato dodici indagati (ras ed esponenti dei Di Lauro e della galassia scissionista). Come si evince dal provvedimento l’omicidio di ‘Bacchetella’ fu causa di diverse discussioni in seno al suo stesso clan e oggetto di alcuni summit tenutisi a casa di Cosimo Di Lauro tra lo stesso capo e quanti ne chiedevano la testa come Arcangelo Abete o Gennaro Marino oppure Rosario Fusco e Antonio Ronga (che per quel delitto saranno condannati).

La necessità di queste ripetute riunioni allargate appare spiegabile in base ad alcune circostanze tra cui il fatto che Bizzarro non era un affiliato qualunque: nella gerarchia criminale possedeva un rango piuttosto elevato inoltre era diretta espressione di Paolo Di Lauro che, a seguito della morte di Andrea Maisto, gli aveva affidato il ruolo di suo referente a Melito. Fondamentali a tal riguardo sono le dichiarazioni di Antonio Prestieri in un verbale del maggio 2008:«Cosimo alla fine decise che Bizzarro dovesse essere ucciso concordando sul fatto che egli si comportava male tant’è che anche se avvisato dallo stesso Cosimo di cambiare atteggiamento aveva continuato come se nulla fosse. Cosimo disse ai suoi affiliati di non commettere l’omicidio quando Bizzarro si recava presso di lui, verso Secondigliano».