HomeCronacaAgguato alla Sanità, Bacio Terracino ucciso per vendicare Gennaro Moccia

Agguato alla Sanità, Bacio Terracino ucciso per vendicare Gennaro Moccia

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Un killer della camorra uccise il suo bersaglio in mezzo a decine di persone. Questa è la storia dell’omicidio di Mariano Bacio Terracino, avvenuto l’11 maggio 2009 in via Vergini, nel rione Sanità. Stamattina sono stati arrestati il ras Oscar Pecorelli, alias ‘o Malomm, e l’affiliato al gruppo di Miano, Ciro ‘Berretell’ Culiersi, quest’ultimo accusato di aver guidato lo scooter dal quale è sceso il killer.

L’indagine della DDA di Napoli sull’omicidio Bacio Terracino

I Carabinieri della Compagnia di Vomero hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti dei due indagati. Sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, con una terza persona deceduta e altri soggetti in via di identificazione, di aver ucciso Mariano Bacio Terracino.

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Il provvedimento è stato adottato all’esito di un’attività investigativa che ha consentito di acquisire nuovi elementi in ordine alla preparazione e all’esecuzione del delitto, nonché ai rapporti tra i gruppi criminali che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero concorso nella sua realizzazione.

La storia criminale del quartiere Sanità

La vicenda giudiziaria riguarda uno degli omicidi che hanno profondamente segnato la storia criminale del quartiere Sanità e che, per le modalità dell’azione, ebbe particolare risonanza anche a causa della diffusione delle immagini del sistema di videosorveglianza che documentarono la fase esecutiva del delitto.

Le ulteriori acquisizioni investigative hanno permesso di tornare sull’agguato risalente a oltre 17 anni fa, approfondendo il quadro delle responsabilità individuali e ricostruendo, attraverso le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, il contesto criminale nel quale l’azione sarebbe stata pianificata e portata a termine.

L’agguato nella caffetteria

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio Bacio Terracino venne commesso all’interno dell’Antica Caffetteria, situata in vico Santa Maria del Pozzo. La vittima si trovava all’interno del locale quando venne raggiunta da diversi colpi d’arma da fuoco, esplosi da un soggetto che, allo stato della contestazione, non risulta ancora identificato.

Le lesioni riportate, localizzate in particolare all’encefalo e ai polmoni, ne determinarono il decesso immediato.  La notorietà delle immagini non aveva esaurito la necessità di chiarire integralmente le circostanze che avevano preceduto l’agguato, le modalità organizzative dell’azione e i ruoli svolti dai diversi soggetti coinvolti. Proprio su questi aspetti si sono concentrati gli ulteriori approfondimenti investigativi della Direzione Distrettuale Antimafia, che hanno consentito di sviluppare una ricostruzione più articolata delle dinamiche sottostanti al delitto.

La vendetta per il clan Moccia

L’impostazione accusatoria colloca l’agguato nell’ambito delle relazioni tra diversi clan dell’area metropolitana di Napoli e, in particolare, al ruolo che la vittima avrebbe rivestito in un omicidio commesso anni prima. Per la realizzazione del raid sarebbero stati coinvolti esponenti di gruppi criminali in grado di assicurare appoggi logistici e operativi nella zona della Sanità, territorio nel quale il clan Lo Russo esercitava, secondo l’ipotesi degli inquirenti, una posizione di assoluto rilievo.

Dunque, secondo la Procura di Napoli, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, l’agguato alla Sanità è stato portato a compimento da alcuni affiliati ai clan Lo Russo, Sacco-Bocchetti e Amato-Pagano per assecondare la volontà dei vertici del clan Moccia, intenzionati a vendicare l’omicidio di Gennaro Moccia, di cui ritenevano Mariano Bacio Terracino uno dei responsabili.

Le dichiarazioni di Oscar Pecorelli

Il movente dell’agguato è stato fornito dallo stesso Oscar Pecorelli nel dicembre 2020: «Confermo le dichiarazioni che ho scritto nella missiva del 6 dicembre del 2019 di cui mi è stata data lettura. Ammetto di essere stato il mandante ed organizzatore dell’omicidio Bacio Terracino, me lo ha chiesto Gennaro Sacco che, come ben sapete dopo la scissione dai Licciardi, era “una cosa sola con noi Lo Russo”. Venne un ragazzo a chiamarmi e fissai un incontro con Gennaro Sacco.
Durante questo incontro lui mi disse che doveva fare un piacere a persone della famiglia Moccia, cioè uccidere una
persona, Mariano Bacio Terracino che stava alla Sanità, quartiere che in quel periodo era gestito da noi Lo Russo
ed in particolare da F. B. come referente. Gennaro Sacco mi disse che i Moccia volevano morto Bacio Terracino perché aveva avuto un ruolo nell’omicidio di qualcuno della famiglia Moccia. Non mi disse chi dei Moccia gli aveva chiesto questo favore. Io mi presi un po’ di tempo per riflettere e parlare con Antonio Lo Russo».

Il nuovo pentito 

La ricostruzione investigativa evidenzia una dinamica che non si esaurisce nell’azione materiale dell’esecutore, ma che ha visto la partecipazione di diverse persone, con compiti distinti nella pianificazione, nell’organizzazione e nella concreta esecuzione del delitto. Un contributo significativo alla riapertura del caso è derivato infine dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Pietro Polverino che ha intrapreso il proprio percorso con la magistratura nel febbraio 2026.

Omicidio alla Sanità, c’è un nuovo pentito: è un ex ras di Scampia

Culiersi e Pecorelli avrebbero svolto i ruoli, rispettivamente, di conducente del motorino sul quale avrebbe viaggiato l’esecutore materiale dell’omicidio e di ideatore ed organizzatore del delitto.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, verso cui
sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari dello stesso sono persone sottoposte a indagini
e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva. 

Omicidio Bacioterracino, l’assoluzione di Apice

Il presunto esecutore materiale, Costanzo Apice, è stato assolto poiché per la Cassazione non c’era piena corrispondenza tra le immagini e la sua sagoma. L’omicidio Mario Bacioterracino ebbe un’enorme eco mediatico per la decisione della  Procura di Napoli, che decise di pubblicare il video dell’agguato.

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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