Una vicenda lunga ben 28 anni che si è conclusa oggi con un nuovo colpo di scena. Stamattina al processo che vedeva alla sbarra il ras Andrea Andolfi ‘o minorenne e Vincenzo Amodio, entrambi imputati per l’omicidio di Giovanni Gargiulo, adolescente che aveva la sola colpa di essere il fratello di Costantino Gargiulo. Quest’ultimo era organico dei Formicola poi autoaccusatosi dell’agguato mortale costato la vita a Salvatore Cuccaro, boss dell’omonimo gruppo di cui i due imputati facevano parte.
Il nuovo processo in Appello
Dopo l’annullamento della Cassazione che aveva disposto un nuovo processo d’appello, accogliendo le richieste avanzate dai difensori di Andolfi (gli avvocati Leopoldo Perone e Michele Basile) e Amodio (gli avvocati Giuseppe Milazzo e Danilo De Cecco), i giudici dell’appello bis hanno accolto in pieno le argomentazioni delle difese assolvendo i due imputati. In primo e in secondo grado Andolfi e Amodio avevano rimediato entrambi trent’anni a testa.
Dopo l’annullamento della Cassazione i giudici dell’appello bis avevano disposto una rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale con la difesa che aveva chiesto la trascrizione integrale dei verbali. Un particolare che ha ribaltato completamente la situazione per i due ras di Barra.
Smontata dunque la tesi della Procura basata sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Cervone cui nel tempo si erano aggiunti i verbali di altri tredici collaboratori di giustizia. Dichiarazioni che non hanno scalfito la linea della difesa forte anche di una prova dello stube per i due imputati risultata poi inutilizzabile. E così alla fine una vicenda giudiziaria lunga e tortuosa durata ben 28 anni si conclude con l’assoluzione dei due imputati.
Le dichiarazioni del pentito Cervone
Giovanni Gargiulo, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato ucciso perché suo fratello Costantino aveva partecipato all’omicidio di Salvatore Cuccaro. A parlare di quel delitto per primo ai magistrati era stato il collaboratore di giustizia Gaetano Cervone, ex killer e boss del clan Cuccaro di Barra e affiliato storico alla cosca. Ha deciso di pentirsi nel 2014 e ai pm della Dda di Napoli ha raccontato per filo e per segno decine e decine di omicidi.
Uno di questi è appunto il delitto di Giovanni Gargiulo: «Michele Cuccaro era venuto a trovarmi nel la zona della cosiddetta “Villa” dove io ho trascorso quasi tutta la mia latitanza e dove sono stato poi arrestato. Cuccaro mi disse che aveva intenzione di colpire Costantino Gargiulo perché non solo faceva parte del gruppo Formicola, ma si era saputo che aveva fatto da filatore nell’omicidio Cuccaro. Il giorno dell’omicidio Michele Cuccaro mi raggiunse nel posto che noi chiamavamo il corso Sirena e disse che il lavoro era stato fatto. Fu Cuccaro a dirmi che erano stati Vincenzo Amodio, Carmine Cuccaro di Luigi e Andrea Andolfi».

