Omicidio del ras di Melito, il nuovo pentito:«Vi dico chi ha ucciso Bacchettella»

L’odio di Cosimo Di Lauro per i melitesi fu il collante che orientò tutte le strategie del clan di via Cupa dell’Arco nel periodo immediatamente precedente lo scoppio della faida. Tra gli omicidi più eclatanti che segna un punto di non ritorno nel rapporto tra i Di Lauro e quelli che di lì a poco sarebbero diventati gli Scissionisti è stato Salvatore Tamburrino che ha svelato ai magistrati particolari fin qui inediti sull’omicidio di Federico Bizzarro ‘Bacchettella’, ras di Melito ucciso in una camera d’albergo di Qualiano, particolare poi ripreso anche in una celebre scena della serie tv ‘Gomorra’. Bizzarro era infatti divenuto il capo dei secondiglianesi a Melito nel 2001, dopo la morte di Andrea Maisto, alias Andrea o’ Battaglia, a lungo punto di riferimento dei traffici illeciti e delle consorterie criminali facenti capo a Secondigliano.

Il primo a parlare di quel delitto fu Gennaro Notturno che spiegò che i killer si travestirono da poliziotti per fare irruzione nell’albergo:«Sono stati i Di Lauro, esecutore materiale Arcangelo Abete, per come ho saputo da Vincenzo Marocchi, che glielo confidò Abete stesso – questo quanto riferito da Notturno ai magistrati – Lui continuò a commettere omicidi per i Di Lauro anche quando c’era la scissione». Per questo omicidio sono indagati Cosimo Di Lauro, Gennaro Marino, Arcangelo Abete e Ciro Mauriello. Per l’omicidio Bizzarro sono stati già condannati Antonio Ronga e Rosario Fusco, due ex luogotenenti del boss che decisero di farlo fuori dopo che questi aveva deciso di dichiararsi indipendente da Secondigliano. A queste dichiarazioni bisogna ora aggiungere quelle, inedite, di Tamburrino che fa un nome nuovo, quello di Fulvio Montanino, il colonnello più fedele di Cosimo (circostanza questa che è materia di approfondimento da parte dei magistrati):«Cosimo a quell’epoca ce l’aveva con quelli di Melito perchè rispettavano solamente Errico D’Avanzo. Cosimo decise di eliminare Bizzarro ed affidò il compito a Tonino o Rott e Arcangelo Abete. Fulvio Montanino faceva la copertura. Mi pare che ci fu un problema di identificazione. Fulvio mi pare disse che aveva avuto una filata da un certo infermiere che Bizzarro il giorno dopo si sarebbe appartato nell’albergo con l’amante. Io mi occupai di tagliare e cucire le stoffe per fare le casacche sulle quali Fulvio Montanino poi si incaricò di far scrivere ‘Polizia’ e ‘Carabinieri’. Le armi se le procurò Montanino che ci raggiunse nel covo di Cosimo e ci raccontò che il gruppo di fuoco si era recato all’hotel e lui Fulvio con Arcangelo Abete si presentarono fuori la porta della camera d’albergo dove stava Bizzarro; che ad aprire la porta fu l’amante e poi lui Fulvio iniziò a sparare su Bizzarro con la pistola a tamburo».