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sabato, Agosto 13, 2022
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Ucciso per non aver pagato il pizzo, ergastolo per il boss Luigi De Micco


Fu ucciso il 23 dicembre del 2016 a Ponticelli perché non voleva pagare il pizzo che era stato imposto a ogni spacciatore del rione dopo la fine del clan dominante, i Sarno. Salvatore Solla pagò con la vita l’ambizione e il monito che i nuovi ras di Ponticelli, i De Micco, volevano lanciare a tutti i gruppi criminali. Questa mattina per quel delitto è arrivata la conferma delle condanne di primo grado per Luigi De Micco, il capo dei ‘Bodo’, il suo colonnello Antonio De Martino, e per Alessio Esposito e Davide Principe. I primi due sono stati condannati all’ergastolo, gli altri a trent’anni. La decisione è stata presa dalla Corte d’Assise d’Appello di Napoli (I sezione presidente Alaja).

La storia dell’omicidio in diretta

Fondamentali per la Procura alcune intercettazioni, l’elemento su cui la Dda ha sin da subito spinto forte. E pensare che l’inchiesta rischiava di sgretolarsi proprio sul punto dove l’accusa aveva basato le sue deduzioni. L’omicidio Solla infatti è conosciuto da tutti come ‘l’omicidio in diretta’. Uno scambio di informazioni attraverso sms che gli uomini della squadra mobile annotarono grazie ad un semplice controllo, eseguito qualche giorno prima, quello di Antonio Di Martino. I vertici del clan De Micco non sapevano così di essere intercettati grazie a una abile mossa degli uomini della Mobile: durante quel controllo, Di Marino, pensando di evitare il sequestro del suo smartphone lo poggiò sul cofano di un’autovettura parcheggiata a poca distanza. Ma un investigatore lo prese, si fece uno squillo per recuperare il numero. Da ciò le intercettazioni si allargarono agli apparecchi nella disponibilità di De Micco e degli altri.

I motivi della morte di Solla e le contestazioni della difesa

Secondo la ricostruzione della Procura Solla fu ucciso perchè si era rifiutato di pagare il pizzo nella piazza di spaccio che aveva messo su nel lotto O a pochi mesi dalla sua scarcerazione. La difesa però ha sempre contestato quel punto evidenziando che una conversazione ambientale di pochi secondi, di fatto simile a un grugnito, rendeva impossibile attribuirlo a De Micco seppur nelle vesti di mandante.

 

 

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