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Operato dopo un tuffo in Brasile, Marco torna a Napoli tra commozione e abbracci

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Otto ore di intervento, una placca di titanio inserita tra le vertebre e una lunga battaglia affrontata lontano da casa. Ora, però, Marco Pafundi è finalmente tornato a casa. Il 26enne napoletano, rimasto gravemente ferito durante una vacanza in Brasile, ha potuto riabbracciare familiari e amici dopo settimane segnate dalla paura e dall’incertezza.

Marco era stato ricoverato d’urgenza lo scorso 21 agosto all’ospedale di São Luís, dopo un drammatico incidente avvenuto nel Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses. Il giovane si era tuffato tra le dune, senza poter immaginare che sotto il punto scelto per il salto ci fosse un fondale particolarmente basso.

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L’impatto gli aveva provocato gravi lesioni al collo, rendendo necessario un delicato intervento chirurgico durato circa otto ore. I medici sono intervenuti sulla colonna vertebrale e hanno inserito una placca di titanio tra le vertebre.

Dopo il ricovero, i genitori avevano raggiunto immediatamente il figlio in Brasile, mettendosi in contatto anche con il Consolato italiano. Un’assistenza che la famiglia aveva definito fondamentale, anche grazie alla presenza di una traduttrice che ha consentito di facilitare le comunicazioni con i medici brasiliani.

Il ritorno a casa tra striscioni, abbracci e lacrime

Dopo il lungo periodo di ricovero e le cure necessarie, per Marco è arrivato finalmente il momento del rientro. Ad attenderlo, all’aeroporto, c’erano gli amici, pronti ad accoglierlo con uno striscione. Una festa semplice ma carica di emozione, proseguita poi a casa con una torta, fuochi d’artificio, abbracci e lacrime. Un’accoglienza che ha segnato simbolicamente la fine di una delle fasi più difficili della sua vita.

Ma la famiglia non vuole fermarsi alla gioia per il ritorno a casa. L’esperienza vissuta ha fatto emergere una problematica che, secondo quanto raccontato, coinvolgerebbe anche altri giovani.

«Dopo il nostro intervento arrivate tantissime segnalazioni»

«Volevo ringraziarti per la collaborazione e dirti che noi, dopo il vostro intervento, abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni da parte di altri ragazzi che hanno avuto o solo visto disgrazie del genere», racconta la famiglia. Un dato che colpisce particolarmente è quello relativo all’ospedale di São Luís: «In pochi giorni sono arrivati altri 6 ragazzi, tutti per lo stesso motivo. Alcuni però non hanno ricevuto la stessa grazia».

Da qui la decisione di trasformare una drammatica esperienza personale in un appello alla prevenzione. «Noi ci siamo già attivati con il Consolato italiano in Brasile affinché non succedano più questi gravi danni», spiegano i familiari. «Abbiamo già dato tanto materiale ai tuoi colleghi lì affinché si possa diffondere questa problematica».

L’appello dei genitori

Già nelle prime ore successive all’incidente, i genitori di Marco avevano lanciato un appello rivolto soprattutto ai giovani che visitano il suggestivo parco brasiliano.«Aveva già fatto altri tuffi nelle dune, ma gli è capitato di beccare quella con il fondale molto basso, perciò ha riportato diversi danni al collo. Vogliamo fare un appello per evitare che altri giovani possano incorrere nelle stesse disavventure», avevano raccontato.

Il Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses è una delle destinazioni naturali più spettacolari del Brasile. Nel nord-est del Paese, il parco si estende per circa 1.550 chilometri quadrati ed è caratterizzato da immense dune bianche intervallate da lagune stagionali.Proprio il particolare paesaggio, che durante la stagione delle piogge si trasforma in una successione di specchi d’acqua tra le dune, richiama ogni anno numerosi visitatori. Le condizioni del terreno e la profondità variabile delle lagune, però, possono rappresentare un rischio per chi decide di tuffarsi.

La storia di Marco si conclude con il ritorno a casa, ma per la famiglia il percorso non è ancora terminato. L’obiettivo, ora, è contribuire a diffondere informazioni e consapevolezza affinché quello che è accaduto al 26enne napoletano non si trasformi in una tragedia per qualcun altro. Per Marco, intanto, ci sono finalmente gli abbracci degli amici, la sua casa e la vicinanza dei suoi cari. Dopo settimane difficili, un ritorno alla normalità che porta con sé anche un messaggio preciso: mai sottovalutare i rischi di un tuffo in acque naturali dalla profondità incerta.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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